Project, il Tar ha dato ragione all’Assl
Respinto il ricorso della società di progetto: il Polo sanitario della Sardegna centrale chiedeva il reintegro negli appalti
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NUORO. Il Tribunale amministrativo regionale ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla Pssc (Polo sanitario della Sardegna centrale), società capofila del project financing dell’Asl 3 di Nuoro, e dalle società AeP Multiservizi, ex Derichebourg, e PH Facility contro l’Azienda sanitaria di Nuoro che il 5 novembre 2016 aveva avviato il procedimento di annullamento in autotutela degli atti e dei provvedimenti che erano alla base del rapporto contrattuale. Un procedimento avviato dall’allora commissario straordinario dell’Asl nuorese, Mario Palermo, che con caparbietà, insieme al suo staff e con il benestare dell’Anac (Agenzia nazionale anticorruzione), era riuscito a chiudere quel progetto di finanza da un miliardo di euro spalmati in 27 anni di lavoro che, nelle intenzioni di chi l’aveva avviato, avrebbe dovuto far fare il salto di qualità alla sanità nuorese. Ma che l’Anac aveva ritenuto illegittimo perché privo del requisito fondamentale della finanza di progetto: il rischio d’impresa. Secondo l’Anac «il rischio imprenditoriale era riposto interamente sulla parte pubblica».
Il procedimento di annullamento del contratto era poi stato interamente condiviso, a febbraio di quest’anno, dal direttore generale dell’Ats (Azienda tutela della salute), Fulvio Moirano su proposta dell’attuale direttore dell'Azienda socio sanitaria di Nuoro, Andrea Marras, che ha sostituto Palermo: «Si decide di concludere il procedimento di annullamento in autotutela delle delibere adottate dall'Asl 3 di Nuoro numero 527 del 19 aprile 2007; 531 del 27 aprile 2007; 1058 del 10 luglio 2007; 1316 del 16 agosto 2007; 1726 del 31 ottobre 2007; 463 del 31 marzo 2008; 1729 del 17 novembre 2008; 2081 del 22 dicembre 2008; 259 del 26 febbraio 2009; 1275 del 24 agosto 2009; 1069 del 5 ottobre 2011; 553 del 27 aprile 2012 e 1195 del 6 agosto 2013 e gli ulteriori provvedimenti adottati». Una decisione che confermava l’ottimo lavoro del commissario straordinario Mario Palermo.
E ora, la sentenza del Tar, che mette una pietra tombale sul project financing che era stato stipulato nel 2008 dall’Asl di Nuoro con un’associazione temporanea di imprese costituita da Cofatech servizi e Inso sistemi, poi confluite nel Polo sanitario della Sardegna centrale, sotto l’ala protettrice del colosso multinazionale Gdf Suez. «La Asl di Nuoro – aveva spiegato il legale dell'Azienda sanitaria, avvocato Augusto Vacca – ha ritenuto doveroso avviare il procedimento di autotutela finalizzato all’annullamento d’ufficio degli originari atti di gara, a seguito del severo giudizio espresso dall’Anac». Tutte argomentazioni che sono state recepite dai giudici della prima sezione del Tribunale amministrativo regionale, che hanno spiegato i motivi per cui hanno respinto il ricorso della società di progetto in una sentenza di 158 pagine stesa dal magistrato Antonio Plaisat con il presidente Caro Lucrezio Monticelli.
In giudizio davanti al Tar si erano costituiti la società capofila Pssc rappresentata dagli avvocati Antonello Rossi, Maria Teresa Grassi e Giorgio Fraccastoro. La società AeP Multiservizi assistita dall’avvocato Luigi Magno e la societa Ph Facility rappresentata dagli avvocati Eugenio Picozza e Maria Vittoria Ferroni. L’Azienda sanitaria di Nuoro e l’Ats si sono invece affidate agli avvocati Carlo Comandè, Diego Lumbau e Augusto Vacca. E infine la Regione è stata tutelata dagli avvocati Sonia Sau e Floriana Isola. (plp)
Il procedimento di annullamento del contratto era poi stato interamente condiviso, a febbraio di quest’anno, dal direttore generale dell’Ats (Azienda tutela della salute), Fulvio Moirano su proposta dell’attuale direttore dell'Azienda socio sanitaria di Nuoro, Andrea Marras, che ha sostituto Palermo: «Si decide di concludere il procedimento di annullamento in autotutela delle delibere adottate dall'Asl 3 di Nuoro numero 527 del 19 aprile 2007; 531 del 27 aprile 2007; 1058 del 10 luglio 2007; 1316 del 16 agosto 2007; 1726 del 31 ottobre 2007; 463 del 31 marzo 2008; 1729 del 17 novembre 2008; 2081 del 22 dicembre 2008; 259 del 26 febbraio 2009; 1275 del 24 agosto 2009; 1069 del 5 ottobre 2011; 553 del 27 aprile 2012 e 1195 del 6 agosto 2013 e gli ulteriori provvedimenti adottati». Una decisione che confermava l’ottimo lavoro del commissario straordinario Mario Palermo.
E ora, la sentenza del Tar, che mette una pietra tombale sul project financing che era stato stipulato nel 2008 dall’Asl di Nuoro con un’associazione temporanea di imprese costituita da Cofatech servizi e Inso sistemi, poi confluite nel Polo sanitario della Sardegna centrale, sotto l’ala protettrice del colosso multinazionale Gdf Suez. «La Asl di Nuoro – aveva spiegato il legale dell'Azienda sanitaria, avvocato Augusto Vacca – ha ritenuto doveroso avviare il procedimento di autotutela finalizzato all’annullamento d’ufficio degli originari atti di gara, a seguito del severo giudizio espresso dall’Anac». Tutte argomentazioni che sono state recepite dai giudici della prima sezione del Tribunale amministrativo regionale, che hanno spiegato i motivi per cui hanno respinto il ricorso della società di progetto in una sentenza di 158 pagine stesa dal magistrato Antonio Plaisat con il presidente Caro Lucrezio Monticelli.
In giudizio davanti al Tar si erano costituiti la società capofila Pssc rappresentata dagli avvocati Antonello Rossi, Maria Teresa Grassi e Giorgio Fraccastoro. La società AeP Multiservizi assistita dall’avvocato Luigi Magno e la societa Ph Facility rappresentata dagli avvocati Eugenio Picozza e Maria Vittoria Ferroni. L’Azienda sanitaria di Nuoro e l’Ats si sono invece affidate agli avvocati Carlo Comandè, Diego Lumbau e Augusto Vacca. E infine la Regione è stata tutelata dagli avvocati Sonia Sau e Floriana Isola. (plp)
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