«Biblioteca: solo scontri, nessun progetto»
Il consigliere del Pd Leonardo Moro: il Comune è inaffidabile, la Regione nomini il commissario
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NUORO. Attacchi e contrattacchi. Botta e risposta. Ma lo stallo della biblioteca Satta resta in tutta la sua drammaticità. «Si bisticcia sui ritardi, su omissioni e poltrone, si scoprono nomi, cognomi e professioni. Ma nessuno parla del progetto di biblioteca». È il consigliere comunale di minoranza Leonardo Moro (Pd), già assessore della Cultura, a intervenire nel dibattito intorno alla Satta. «Il Comune ha due grandi colpe – dice –. Punto primo: non si occupa da due anni abbondanti del futuro della biblioteca, non ha alcuna idea di sistema bibliotecario, ma ha ben chiare le poltrone annesse e connesse, alla figura del commissario si aggiungerà ora la figura del direttore, staremo a vedere. Punto secondo: non versa da due anni il contributo dovuto per statuto adducendo scuse inconsistenti e pretestuose, compromette il bilancio del Consorzio e provoca indirettamente il licenziamento di tanti lavoratori e, direttamente, il ridimensionamento dei servizi bibliotecari». D’altro canto «la Regione ha la colpa di non attuare la legge di riordino degli enti locali – sottolinea Leonardo Moro –: al buon articolato seguono atteggiamenti ondivaghi e abboccamenti inconcludenti che confondono le acque e complicano il percorso. Il micidiale mix di arroganza e insipienza amministrativa scatena un ottuso braccio di ferro, fa brancolare nel buio gli amministratori che palesano mancanza di autorevolezza e spirito di rivalsa sia nei confronti della Regione e sia, cosa molto più grave, nei confronti dell’apparato burocratico della biblioteca stessa».
Moro ricostruisce le vicende degli ultimi due anni e va a verificarne il danno. «Da subito, dal Comune, combattono la commissaria Mulas che si dimette il 31 dicembre 2016, la sostituiscono solo dopo tre mesi col commissario Puggioni che resta in carica fino al 30 giugno 2017, dopo altri tre mesi, forse, si nominerà un altro commissario. Dal Comune non versano per due anni, poi fanno la variazione al bilancio con l’elemosina dei 108 mila euro, manifestando la più completa inaffidabilità, non versano neanche quelli. Pretendono la governance e poi chiedono alla Regione di nominare, tentano persino di dare improbabili lezioni di buon governo – dice l’ex assessore Moro –. La preoccupante tolleranza di tanta irresponsabilità completa il dramma, si perdono posti di lavoro, si tagliano servizi importanti, non si ha l’accortezza di proporre alcunché, insomma, si gioca impunemente con la pelle dei lavoratori e dei cittadini. E allora la Regione nomini questo commissario, si intimi ai soci di versare le quote storiche, si approvi il bilancio e si ridisegni la veste giuridica dell’ente».
Moro ricostruisce le vicende degli ultimi due anni e va a verificarne il danno. «Da subito, dal Comune, combattono la commissaria Mulas che si dimette il 31 dicembre 2016, la sostituiscono solo dopo tre mesi col commissario Puggioni che resta in carica fino al 30 giugno 2017, dopo altri tre mesi, forse, si nominerà un altro commissario. Dal Comune non versano per due anni, poi fanno la variazione al bilancio con l’elemosina dei 108 mila euro, manifestando la più completa inaffidabilità, non versano neanche quelli. Pretendono la governance e poi chiedono alla Regione di nominare, tentano persino di dare improbabili lezioni di buon governo – dice l’ex assessore Moro –. La preoccupante tolleranza di tanta irresponsabilità completa il dramma, si perdono posti di lavoro, si tagliano servizi importanti, non si ha l’accortezza di proporre alcunché, insomma, si gioca impunemente con la pelle dei lavoratori e dei cittadini. E allora la Regione nomini questo commissario, si intimi ai soci di versare le quote storiche, si approvi il bilancio e si ridisegni la veste giuridica dell’ente».
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