osservatorio provinciale
Risorse per combattere il bullismo
Garantito dalla Regione un finanziamento di 22mila euro
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Una boccata d’ossigeno finanziaria per l’Osservatorio provinciale contro il bullismo. L’ha garantito ieri il Consiglio regione, con uno stanziamento di ventiduemila euro, approvato direttamente dall’assemblea su una variazione di bilancio.
Destinatario delle risorse l’organismo creato negli anni scorsi in città e formato da Questura, ex Azienda sanitaria locale, dalla provincia di Nuoro e sino alla sua esistenza anche da quella dell’Ogliastra. L’assessorato regionale della Pubblica Istruzione, guidato da Giuseppe Dessena, ha deciso di dare un sostegno per incentivare l’attività, comunque andata avanti pur con i limiti di operatori e risorse economiche.
Il mandato è quello di utilizzarli per un’attività di formazione nelle scuole contro il fenomeno del bullismo e del cyber bullismo.
Quest’ultimo più temibile e diffuso rispetto al primo per via dell’allargamento degli utenti del web, abitato soprattutto dai ragazzi.
L’assessore Dessena: «Nuoro e la provincia sono uno tra i territori dove questo tipo di violenza risulta più diffusa. Lo dicono gli indicatori con i loro dati.
Così come i fatti di cronaca: penso alla vicenda di 15 ragazzini rinviati a giudizio proprio con queste accuse, e così al caso della ragazzina che di recente sarebbe stata anch’essa vittima dell’aggressore di turno».
Problema presente prima di tutto nelle scuole. Per questo la specifica attenzione da parte dell’assessorato guidato da Dessena. Tanto che è in discussione la possibilità di creare un organismo anche di respiro regionale.
Per capire e intervenire, prima nella prevenzione e se necessario nella repressione delle manifestazioni violente. Oltre l’azione specifica sul fenomeno del bullismo, la Pubblica istruzione della Regione porta avanti da alcuni anni degli interventi per formare nei valori della legalità.
L’ultimo impegno, spiega l’assessore regionale alla Pubblica istruzione Giuseppe Dessena, «è di un bando sulle politiche giovanili. Chiederò ad associazioni e scuole di presentare dei progetti riguardanti la violenza di genere, per educare alla legalità, al rispetto delle differenze di genere, ma anche quelle legate alla razza e alla lingua». (f.p.)
Destinatario delle risorse l’organismo creato negli anni scorsi in città e formato da Questura, ex Azienda sanitaria locale, dalla provincia di Nuoro e sino alla sua esistenza anche da quella dell’Ogliastra. L’assessorato regionale della Pubblica Istruzione, guidato da Giuseppe Dessena, ha deciso di dare un sostegno per incentivare l’attività, comunque andata avanti pur con i limiti di operatori e risorse economiche.
Il mandato è quello di utilizzarli per un’attività di formazione nelle scuole contro il fenomeno del bullismo e del cyber bullismo.
Quest’ultimo più temibile e diffuso rispetto al primo per via dell’allargamento degli utenti del web, abitato soprattutto dai ragazzi.
L’assessore Dessena: «Nuoro e la provincia sono uno tra i territori dove questo tipo di violenza risulta più diffusa. Lo dicono gli indicatori con i loro dati.
Così come i fatti di cronaca: penso alla vicenda di 15 ragazzini rinviati a giudizio proprio con queste accuse, e così al caso della ragazzina che di recente sarebbe stata anch’essa vittima dell’aggressore di turno».
Problema presente prima di tutto nelle scuole. Per questo la specifica attenzione da parte dell’assessorato guidato da Dessena. Tanto che è in discussione la possibilità di creare un organismo anche di respiro regionale.
Per capire e intervenire, prima nella prevenzione e se necessario nella repressione delle manifestazioni violente. Oltre l’azione specifica sul fenomeno del bullismo, la Pubblica istruzione della Regione porta avanti da alcuni anni degli interventi per formare nei valori della legalità.
L’ultimo impegno, spiega l’assessore regionale alla Pubblica istruzione Giuseppe Dessena, «è di un bando sulle politiche giovanili. Chiederò ad associazioni e scuole di presentare dei progetti riguardanti la violenza di genere, per educare alla legalità, al rispetto delle differenze di genere, ma anche quelle legate alla razza e alla lingua». (f.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
