orgosolo
L’incompiuta di Cumbidanovu
Guiso: «Entro il 30 la Regione si pronunci sulla ripresa dei lavori»
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ORGOSOLO. Aut aut del Consorzio di bonifica: entro il 30 settembre si deve sapere con certezza quando e se, i lavori di ultimazione della diga di Cumbidanovu, riprenderanno. Lunedì prossimo, sentito il parere dell’avvocatura dello Stato, l’assessorato competente della Regione dovrà dare il parere sulla controproposta fatta dal Consorzio alle richieste avanzate dall’impresa che si era aggiudicata i lavori per l’ultimazione dell’opera pubblica tanto attesa. Se la proposta non verrà accettata tutto dovrà ricominciare da capo. Una sorta di gioco dell’oca che si protrae da circa 30 anni, al quale le popolazioni interessate non sono più disposte a partecipare vista l’importanza dell’opera. Una diga dai grandi numeri che risolverebbe diversi problemi: 55 milioni di euro; 10,6 milioni di metri cubi di acqua che verranno resi disponibili per l’agricoltura; oltre 300mila metri cubi di calcestruzzo; 72 metri di altezza dello sbarramento; una lunghezza di coronamento di circa 250 metri: si parte da circa 40 metri della base per arrivare fino ai 6 metri della sommità. A valle si cercherà di servire 2.200 ettari di terreno dei 4 comuni di Orgosolo, Nuoro, Oliena e Dorgali. Acque che in futuro potranno irrigare anche i terreni di Orune e Lula. Il primo tratto di acquedotto, così come sarà realizzato, d’inverno funzionerà anche come condotta forzata: l’acqua verrà addotta ad una centrale idroelettrica che produrrà circa 700 chilowat. Dopo tanti falsi allarmi, questa volta sembrerebbe la volta buona per districare definitivamente il groviglio che si era creato a seguito delle richieste avanzate dall’impresa Itinera, di risarcimento dei danni provocati dall’alluvione Cleopatra. Un tira e molla che è durato fino ad oggi. Dopo il lungo lavoro dei tecnici e avvocati incaricati da Itinera e dal Consorzio, in linea di massima le distanze si erano accorciate. Ora c’è da valutare l’ultima proposta del Consorzio. «Ora, se la Regione dà il parere positivo – commenta il presidente del Consorzio Ambrogio Guiso – l’impresa entro 10 giorni dovrà dire se sarà d'accordo con la nostra proposta». (n.mugg.)
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