mamoiada
Insularità e sviluppo a San Cosimo
Successo dell’assemblea della Fasi nel santuario campestre
2 MINUTI DI LETTURA
MAMOIADA. Una festa nella festa. È quella che si è tenuta a Mamoiada in occasione di San Cosimo, l’evento campestre che anima il santuario mamoiadino, meta di pellegrinaggio da tutta la Barbagia. Insieme ai festeggiamenti infatti si è tenuta anche una serie di eventi che hanno visto al centro la Fasi la Federazione delle associazioni sarde in Italia. «Grazie all’impegno della locale Pro loco, presieduta da Giuliana Gungui – spiega Paolo Pulina, vicepresidente della Federazione delle associazioni sarde in Italia – il 23 e 24 settembre la Fasi ha potuto tenere non solo un incontro del proprio comitato esecutivo nella sede della Pro loco, ma anche un’assemblea proprio nel santuario, dove a partecipare sono stati anche esponenti della politica regionale come il gruppo dei Riformatori con Franco Sergio Pisano, Attilio Dedoni e Luigi Crisponi, che hanno spiegato il loro impegno per vedere riconosciuta l’insularità della Sardegna nella Costituzione italiana». A coordinare gli interventi di Serafina Mascia, presidente Fasi e di diversi responsabili dei Circoli ma anche personalità importanti della cultura come Raffaele Sestu, presidente dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia-sezione Sardegna, Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta e del Progetto Freemmos, Ciriaco Offeddu, presidente dell’associazione Beyond Thirty-Nine, Bachisio Bandinu, antropologo, Sebastiano Pilosu, dell’associazione Tenores Sardigna, Mario Paffi, presidente della Cooperativa Viseras è stato Giacomo Serreli. Tema principale: “La rete degli emigrati patrimonio dell’Isola. Solidarietà, cultura, progettualità: risorse per un nuovo sviluppo”, dove è emersa l'importanza della Fasi nel ruolo di diffusione della cultura e dell’economia della Sardegna, con vantaggi anche economici oltre che di immagine per l’Isola. (m.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
