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Nuoro

La minoranza: «Crisi dovuta alla giunta»

Oliena, l’opposizione replica alle accuse del sindaco Salis: «Si chiude così una stagione travagliata»

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OLIENA. «Menzogne, fandonie e ancora menzogne. Sapevano dal 13 settembre che le dimissioni erano valide, eppure hanno cercato con cavilli di ogni tipo, compresi pareri legali amichevoli di sovvertire le cose, dimostrando un attaccamento alla poltrona indecoroso. Dovrebbero invece chiedere umilmente scusa ai cittadini per averli costretti per oltre 3 settimane ad assistere ad una patetica telenovela creata da loro stessi e di cui conoscevano l’inevitabile fine». I consiglieri dimissionari, per voce del capogruppo Salvatore Fele rispondono all’ex sindaco Salis che li accusa di «tornaconto personale e di non avere a cuore le sorti della comunità».

«In realtà l’interesse personale lo ha dimostrato chi ha tentato di rimanere e non chi se ne è andato – dice Fele – Eravamo consapevoli che quella scelta avrebbe aperto la strada al commissario, ma visto come stavano le cose non c’era altro da fare. Avevano ridotto il Comune ad un feudo personale, dove le regole venivano applicate a seconda del grado di amicizia e in base al vantaggio da ricavarne, e a nulla son servite le decine e decine di interrogazioni che come minoranza facevamo per denunciare queste situazioni. Tutte ignorate, mai una risposta». Finché la crisi è scoppiata dentro maggioranza stessa con l’abbandono di 4 assessori e consiglieri e le successive dimissioni come prevede la legge, rassegnate davanti ad un notaio.

«È allora – sottolinea Fele – che è si è arrivati all’assurdo da parte del sindaco e dei suoi collaboratori di non considerarle valide. La responsabilità dell’arrivo del Commissario ricade quindi tutta per intero sul sindaco e sul suo gruppo, la minoranza ha dovuto agire per ripristinare la legalità. Si chiude in questo modo e speriamo per sempre una stagione travagliata, che in questi giorni ha visto ancora all’opera gli stessi personaggi di qualche anno fa, coloro che a fronte di una crisi politica simile all’attuale culminata anche allora con l’abbandono della maggioranza da parte di alcuni consiglieri, inscenarono una indecorosa gazzarra al grido di “No al Commissario” per intimorire alcuni consiglieri dal firmare una mozione di sfiducia che ponesse fine alla legislatura».

«Allora ci riuscirono, oggi ha prevalso la legalità. Il commissario regionale – conclude Babore Fele – si troverà di fronte ad un compito impegnativo, ma essendo persona di riconosciute esperienza e capacità, saprà certamente riportare la serenità in un ambiente che scelte irresponsabili ed atteggiamenti arroganti hanno pesantemente compromesso». (n.mugg.)

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