La Nuova Sardegna

Nuoro

Il prefetto: «Il territorio è sicuro, non c’è allarme»

di Paolo Merlini

Il Comitato per l’ordine pubblico fa il punto sull’attività svolta nel periodo estivo «Non contestiamo i numeri del Sole24Ore, ma la realtà è diversa: reati in calo»

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NUORO. «Viviamo in un territorio sicuro, anche se le statistiche per alcune tipologie di reati sembrano dire il contrario. Ma i dati delle statistiche vanno calati nella realtà e interpretati, e posso affermare che Nuoro e la sua provincia sono un territorio sicuro. Non c’è allarme sociale». Parole di Carolina Bellantoni, da poco più di quattro mesi prefetto di Nuoro, che ieri ha voluto incontrare i cronisti al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargato per l’occasione ai sindaci di dieci comuni, a cominciare dal capoluogo. L’incontro aveva l’obiettivo di fare il punto sulla situazione dell’ordine pubblico durante la stagione turistica appena conclusa, ma ha portato anche all’analisi dei dati sull’andamento della criminalità, tornati d’attualità dopo le statistiche diffuse a ottobre dal Sole24Ore (elaborati sulla base dei dati Istat e del ministero dell’Interno) che attribuiscono alla provincia di Nuoro la maglia nera a livello nazionale per quanto riguarda il numero di omicidi e tentati omicidi ogni centomila abitanti (21,78).

La stagione turistica. «I dati elaborati dalle forze dell’ordine – ha detto il prefetto – mettono in evidenza una stagione molto positiva sul fronte della sicurezza pur in presenza di un flusso turistico importante. L’attività di prevenzione e vigilanza è stata puntuale in tutto il territorio, così da poter affermare che questo è un territorio sicuro. Quanto alle statistiche, dico spesso che sappiamo esattamente quanti sono i delitti portati a compimento (intesi come reati nel complesso, ndr) ma mai quanti ne sono stati sventati. In questo senso l’attività di prevenzione e controllo delle forze dell’ordine è stata molto efficace. Così come – ha proseguito Carolina Bellantoni – puntuale è stata l’attività di controllo delle spiagge, la lotta alla contraffazione e all’abusivismo nel settore del commercio, e l’attività di prevenzione adottata nelle manifestazioni pubbliche in base alle nuove norme sulla sicurezza legate alle misure antiterrorismo».

Le statistiche. «In questa occasione però è doveroso parlare anche delle recenti statistiche – ha detto il prefetto riferendosi ai dati diffusi dal Sole24Ore – che assegnano a questo territorio il primato negativo di determinati reati. Sento di dirlo anche perché coincidono con la candidatura di Nuoro a Capitale italiana della cultura per il 2020, e rischiano di vanificare gli sforzi delle istituzioni del territorio in questa direzione. Non contesto i dati forniti, ma credo che vadano interpretati e per questo non li ritengo realistici: questa provincia, e il suo capoluogo in particolare che giudico una città sicura, non vivono alcun allarme sociale, come mi confermano i sindaci presenti all’incontro del Comitato per la sicurezza». Le intimidazioni. «Questo non vuol dire – ha continuato Carolina Bellantoni – che qui non si commettano reati, ma non ci sono associazioni di tipo mafioso, tantomeno per gli omicidi. Esistono, è vero, fenomeni endemici legati alle minacce e alle intimidazioni, ma le forze dell’ordine si stanno adoperando per quanto possibile su questo fronte». D’obbligo una domanda sulle polemiche legate ai migranti suscitate a Macomer dalla decisione del governo di istituire un Cpr (centro permanenza e rimpatrio). «È ancora presto per parlarne, la prefettura al momento segue le indicazioni del ministero rivolte all’accoglienza diffusa», ha detto il prefetto.

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