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Nuoro

Da Città Nuova alla Borsa il caso Portale Sardegna

di Paolo Merlini
Da Città Nuova alla Borsa il caso Portale Sardegna

Il successo della web company nata nel 2000 dedicata alle vacanze nell’isola Fondata da quattro amici, ha 22 dipendenti. Nel 2016 transazioni per 7 milioni

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NUORO. Come nella migliore tradizione dell’era informatica – dal garage di casa Jobs in cui vide la luce l’Apple I in poi – la storia di Portale Sardegna comincia nel fatidico 2000 nella cameretta di uno dei soci fondatori, in una villetta a Città Nuova. Qui si ritrovano quattro giovani freschi di studi in economia o informatica (Massimiliano Cossu, Marco Demurtas, Marco Zedda e Carlo Busellato), che hanno deciso di lavorare in Sardegna e di farlo con le possibilità offerte da internet. È il caso di ricordare che, nel 2000, grazie a Tiscali internet è gratis e alla portata di tutti appena da un anno, si naviga con il doppino telefonico a 56 k, scaricare un brano da Napster richiede una pazienza infinita e l’e-commerce è ancora tutto da inventare. Portale Sardegna nasce così, come una scommessa in un settore ancora da sperimentare, il mercato delle vacanze on line, in cui oggi prolifera un sito ogni mezz’ora: diciassette anni dopo è una realtà consolidata che dalla villetta di Città Nuova si è spostata in un elegante stabile in via Mannironi, ha ventidue dipendenti a tempo indeterminato e una decina di consulenti. Il portale ha circa un milione l’anno di visitatori e nel 2016 ha operato transazioni per 7 milioni di euro nel mercato on line delle vacanze. Il 2017 è una data fatidica per la web company nuorese (e per i quattro soci fondatori: sono sempre a loro posto) perché entro qualche settimana Portale Sardegna Spa farà il proprio ingresso in Borsa, e sarà quotato nel mercato Aim destinato alle piccole e medie imprese. L’annuncio è stato dato a Orosei, durante la seconda edizione del Meet Forum, osservatorio annuale sullo sviluppo del turismo nell’area mediterranea, di cui Portale Sardegna è il principale organizzatore.

Ma come è nata l’idea di un portale per le prenotazioni delle vacanze e perché si è deciso di limitarlo alla sola Sardegna? «Eravamo quattro ragazzi con formazioni diverse – ricorda Marco Demurtas, che oggi ha 43 anni, è padre di due bambini, si occupa del marketing dell’azienda ed è il direttore commerciale –. Tutti avevamo affrontato esperienze di studi o di lavoro fuori dall’isola, ma credevamo che qui ci fossero potenzialità inespresse. Abbiamo scelto di stare a Nuoro un po’ per scommessa, un po’ perché eravamo convinti che la Rete offrisse la possibilità di operare anche da luoghi considerati marginali».

«L’idea di occuparci di turismo – continua Demurtas – è venuta per esclusione, perché il settore era sostanzialmente vergine. A quei tempi in Italia c’era solo Expedia, che vendeva viaggi in tutto il mondo. Potevamo farlo anche noi, ma abbiamo scelto di non essere un grande magazzino, diciamo così, ma una boutique specializzata. E dunque di proporre soltanto la Sardegna».

Il tempo ha dato ragione a questa startup ante litteram, perché oggi i siti che vendono vacanze sono migliaia, e sono tanti anche quelli che propongono la Sardegna. «Siamo stati i primi – dice Demurtas –, pionieri in un settore oggi un po’ inflazionato. Allora solo pochi alberghi avevano un proprio sito, le agenzie di viaggio ci guardavano con sufficienza, mentre oggi anche loro si affacciano sul web. Se proponevi a un albergatore la vendita on line, ti rispondeva “See, chissà chi mi arriva in hotel”. I tempi sono cambiati per fortuna».

Anni di fatica ma anche di successi, che ora si concretizzano con l’entrata in Borsa. Come è stata accolta la notizia dell’ingresso a piazza Affari? «Direi molto bene, soprattutto da quanti ci conoscono e apprezzano il nostro lavoro». Rimanere sul mercato per un periodo così lungo e continuare a crescere non è certo semplice: la breve storia del web è costellata di meteore che erano padrone del mercato e ora sono scomparse. L’entrata in Borsa è dunque la naturale ma non scontata evoluzione di un discorso portato avanti con serietà e impegno, come sottolinea Massimiliano Cossu, amministratore delegato di Portale Sardegna. «Ci sembra doveroso riconoscere il giusto merito – dicono Cossu e Demurtas – alla squadra costruita in questi anni, che merita di competere a livelli più alti e affrontare sfide ambiziose».

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