La Nuova Sardegna

Nuoro

Arte e tradizione: l’anima delle Cortes

di Michela Columbu
Arte e tradizione: l’anima delle Cortes

Parte sabato la XIV edizione della manifestazione che metterà in mostra le bellezze di un paese dai mille volti

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OLZAI. L’ambiente, la cultura, l’artigianato, e i prodotti tipici, uniti alla bellezza di un comune che nel centro storico mantiene intatta la struttura di un tempo, sono gli ingredienti proposti ai visitatori della quattordicesima edizione di Cortes Apertas. Elementi che saranno uniti alla riscoperta di quelle pratiche agricole che sono state per millenni, per tante comunità dell'interno, il motore di una economia che si reggeva da sola. Olzai si prepara ad ospitare l’appuntamento annuale con la promozione, grazie al calendario ideato dalla Camera di Commercio tramite l’Aspen. Il Comune con la collaborazione delle numerose associazioni locali, punta in questo modo a regalare al turista una due giorni di quel tipo di turismo che nelle zone interne deve prendere piede: è quello esperienziale. Un tipo di turismo che permetta appunto ai visitatori di vivere i procedimenti di trasformazione dei prodotti, fino a quello finito, che in questo modo, diventa anche ricordo a 360 gradi e vera espressione della comunità e dei valori che l’hanno generato.

È per questo che il turista che vorrà passare a Olzai sabato e domenica avrà la possibilità di assistere alle antiche tecniche di molitura del grano, scoprendo quindi che questo paese produceva grazie ai suoi campi (e produce ancora ora, anche se in maniera minore), la varietà del grano Cappelli che da origine a prodotti da forno unici nel loro genere per gusto e caratteristiche e che attualmente vede un gruppo di giovani cimentarsi nella sua lavorazione, proprio per fare in modo che i vari passaggi produttivi, tutti locali, non si perdano nel tempo. Scoprirà anche che Olzai ospita una stuttura di archeologia industriale unica in Sardegna che è il mulino ad acqua, dove anticamente si macinava il grano.

Una struttura che nasce grazie alla presenza del Rio Bisine, un fiume che scende dalle montagne di Ollolai e attraversa il paese, capace di diventare impetuoso nella sua portata. È infatti tenuto a bada dall’imponente struttura de S’Arzine, la cui storia viene ampiamente raccontata sul sito dell’associazione Kerylos.it. Ma non solo, Olzai vanta anche una antica tradizione legata alla lavorazione dell’asfodelo. Infatti diverse artigiane locali tengono ancora viva quest’arte realizzando particolari manufatti che anticamente rappresentavano un’entrata economica nel bilancio familiare. E in un paese vocato alle pratiche agricole non potevano mancare i pastori: appuntamento a cui non mancare è infatti quello legato alla lavorazione del latte per la produzione di diverse tipologie di pecorini. Ma Olzai è anche cultura. E proprio sul binomio cultura-tradizione punta a offrire a visitatori uno sguardo nel passato. Carmelo Floris infatti, pittore nato a Bono ma che ha sempre vissuto a Olzai, offre tramite i suoi dipinti una panoramica di un passato fiorente, fatto di costumi ricchi, ma anche di sguardi semplici del ’900. Infine impossibile non dedicarsi a un tour delle Chiese locali che al loro interno custodiscono vere e proprie opere d’arte.

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