La Nuova Sardegna

Nuoro

Diga Cumbidanovu, disastro ambientale

di Nino Muggianu
Diga Cumbidanovu, disastro ambientale

Il sindaco di Orgosolo ha affidato a un legale le pratiche per mettere il governo in mora e sollecitare interventi urgenti

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ORGOSOLO. «Basta. Siamo stanchi. Questa situazione è paradossale: Cumbidanovu è solo un enorme, incalcolabile disastro ambientale, altro che una diga. A questo punto, l’unica strada che ci resta è quella di mettere in mora il Governo: abbiamo chiesto un incontro urgente al ministro dell’Ambiente e affidato a un pool di avvocati le pratiche su tutta la vicenda affinché verifichino la possibilità di presentare una formale richiesta di danno ambientale con conseguente ripristino dello stato dei luoghi e il pagamento dei danni al comune di Orgosolo». Il sindaco di Orgosolo, Dionigi Deledda, ha sintetizzato così la rabbia della popolazione. Parole dure echeggiate in consiglio comunale e trasformate in brevissimo tempo in fatti concreti con l’affidamento dei documenti a uno studio legale.

«La diga di Cumbidanovu è soltanto un nome scritto su progetti e cartelli intorno al cantiere – ha insistito il sindaco –. Dopo quasi 30 anni, i lavori sono iniziati nel 1989, non è stato fatto niente. Solo danni all’ambiente. Siamo stanchi di questa situazione che si trascina stancamente da troppo tempo con continue promesse e conseguenti inspiegabili silenzi. La speranza di Orgosolo, ma anche delle popolazioni dei paesi limitrofi – ha ribadito Dionigi Deledda – è la ripresa dei lavori. Ci siamo stancati di essere presi in giro. Dopo il terrificante passaggio del Ciclone Cleopatra, esattamente 4 anni fa, il 18 novembre 2013, non è stato fatto nulla. Promesse tante, anche troppe, ma fatti zero. Ed è incredibile che dopo la siccità di questo 2017, continui a esserci silenzio assoluto, che non esito a definire imbarazzante, su tutta la vicenda da parte della Regione e anche del Consorzio di bonifica della Sardegna centrale – ha insistito il sindaco di Orgosolo –. Così come non c’è stato alcun segnale dall’impresa (Itinera, un colosso dell’edilizia a livello nazionale, ndr) che ha in appalto i lavori, che a mio parere sono i più importanti in Sardegna per arginare il fenomeno della siccità, visto che quella di Cumbidanovu è l’unica diga in costruzione in Italia».

Ma dal 2013 nella vallata devastata dalle ruspe non è stato fatto più nulla. «Se non si è in grado di ultimare i lavori – ha sostenuto il sindaco di Orgosolo – , allora il ministero deve intervenire per richiedere il ripristino dello stato dei luoghi. I tempi sono ormai maturi per avviare la procedura che porterà a una denuncia per disastro ambientale. L’opera dovrebbe sorgere nel nostro territorio, ma il comune di Orgosolo non è mai stato informato su quel sta accadendo intorno a questa fantomatica diga».

Il delicato argomento è stato discusso in Consiglio comunale e all’unanimità è stato affidato al sindaco il mandato per procedere alla richiesta di danni. «La diga di Cumbidanovu è un’opera che occupa un posto di rilievo nel triste albo delle incompiute sarde e italiane – ha concluso con dispiacere il sindaco Dionigi Deledda –. Ho letto e riletto la storia della diga e sono sempre più perplesso e amareggiato. Dal 1989 i lavori sono andati avanti a passo di lumaca, con una marea di vicissitudini al limite dell’incredibile tra appalti e fallimenti. Nel 2013 il Ciclone Cleopatra ha dato la mazzata finale ai lavori che stavano procedendo stancamente con quotidiani problemi tecnici e burocratici. Da allora sono passati 4 anni e non sappiamo più nulla».

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