Monte Senzelo, Colonie preda dei ladri
Dovevano diventare strutture ricettive di prim’ordine e accogliere i disabili: sono ridotte a uno scheletro abbandonato
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BOLOTANA. Dovevano diventare uno snodo ricettivo di prim'ordine o, addirittura, un centro per disabili attrezzato anche per i non vedenti: le strutture delle ex Colonie di Monte Senzelo, nel territorio tra Bolotana e Illorai, di proprietà dell'Unione dei Comuni del Marghine, sono oggi invece uno scheletro inanimato abbandonato al proprio destino.
Se solo pochi giorni fa i ladri hanno portato via il cancello del viale d'accesso che si affaccia sulla strada provinciale 17, è all'interno che il loro intervento rivela chiaramente il carattere delle sistematicità e fa emergere tutto il peso di una mancata vigilanza che si protrae da anni. Delle tre grandi strutture calate nel suggestivo bosco, quella centrale, di costruzione più recente e destinataria di costosi interventi pubblici per realizzare un centro attrezzato per disabili, è stata completamente depredata di tutti i suoi componenti. Ancora, delle decine e decine di finestre e dei portelloni in legno, così come della miriade di porte e portoni, dei quadri del sistema elettrico e dei collettori idraulici, non rimane quasi nulla. Idem per i componenti dei servizi igienici: per capire l'entità del danno, basti pensare che ogni stanza da letto ( sono decine, collocate sui tre piani di cui si compone l'edificio) aveva il suo bagno in camera. Non solo. I ladri hanno iniziato a smantellare anche la scala interna, portando via, per ora, le lastre di granito che compongono la prima rampa.
Uno smantellamento certosino che va avanti da anni e che ha spogliato quasi completamente la struttura di tutto ciò che aveva un valore. Un'operazione agevolata certamente dalla posizione isolata della proprietà di Monte Senzelo, ma anche dalla mancata custodia della stessa.
Le strutture di Monte Senzelo nacquero negli anni sessanta con finalità di tipo sociale. Pur se edificate in territorio di Illorai, la costruzione e la successiva gestione fu affidata all'ora Patronato Scolastico di Bolotana per consentire ai bambini appartenenti alle famiglie meno abbienti di trascorrere un periodo di vacanza estiva.
Negli anni Settanta il Patronato cedette la struttura alla Comunità Montana Marghine-Planargia per la cifra simbolica di Mille Lire.Una storia lunga, articolata e con capitoli di vera eccellenza quella delle ex colonie montane, che furono per almeno due decenni una fucina formativa di livello regionale per decine di operatori del settore sociale, impiegati nell'ambito della gestione affidata alla cooperativa Progetto H di Macomer, che vi operò proficuamente dall'83 fino al 2009.
Alla scadenza della convenzione con la cooperativa macomerese, le strutture furono interessate da importanti interventi di ammodernamento, ma i successivi bandi per l'affidamento non registrarono nessuna manifestazione d'interesse e le ex colonie caddero tristemente in disuso, abbandonate ad un destino di incuria e degrado. A fine del 2016 l'Unione dei Comuni del Marghine, con una delibera del Cda, diede mandato ai tecnici per provvedere a una stima degli immobili in previsione di una successiva alienazione. Nel frattempo però le ruberie subite dalla struttura ne hanno profondamente cambiato il volto e, di conseguenza, il suo valore di mercato.
Se solo pochi giorni fa i ladri hanno portato via il cancello del viale d'accesso che si affaccia sulla strada provinciale 17, è all'interno che il loro intervento rivela chiaramente il carattere delle sistematicità e fa emergere tutto il peso di una mancata vigilanza che si protrae da anni. Delle tre grandi strutture calate nel suggestivo bosco, quella centrale, di costruzione più recente e destinataria di costosi interventi pubblici per realizzare un centro attrezzato per disabili, è stata completamente depredata di tutti i suoi componenti. Ancora, delle decine e decine di finestre e dei portelloni in legno, così come della miriade di porte e portoni, dei quadri del sistema elettrico e dei collettori idraulici, non rimane quasi nulla. Idem per i componenti dei servizi igienici: per capire l'entità del danno, basti pensare che ogni stanza da letto ( sono decine, collocate sui tre piani di cui si compone l'edificio) aveva il suo bagno in camera. Non solo. I ladri hanno iniziato a smantellare anche la scala interna, portando via, per ora, le lastre di granito che compongono la prima rampa.
Uno smantellamento certosino che va avanti da anni e che ha spogliato quasi completamente la struttura di tutto ciò che aveva un valore. Un'operazione agevolata certamente dalla posizione isolata della proprietà di Monte Senzelo, ma anche dalla mancata custodia della stessa.
Le strutture di Monte Senzelo nacquero negli anni sessanta con finalità di tipo sociale. Pur se edificate in territorio di Illorai, la costruzione e la successiva gestione fu affidata all'ora Patronato Scolastico di Bolotana per consentire ai bambini appartenenti alle famiglie meno abbienti di trascorrere un periodo di vacanza estiva.
Negli anni Settanta il Patronato cedette la struttura alla Comunità Montana Marghine-Planargia per la cifra simbolica di Mille Lire.Una storia lunga, articolata e con capitoli di vera eccellenza quella delle ex colonie montane, che furono per almeno due decenni una fucina formativa di livello regionale per decine di operatori del settore sociale, impiegati nell'ambito della gestione affidata alla cooperativa Progetto H di Macomer, che vi operò proficuamente dall'83 fino al 2009.
Alla scadenza della convenzione con la cooperativa macomerese, le strutture furono interessate da importanti interventi di ammodernamento, ma i successivi bandi per l'affidamento non registrarono nessuna manifestazione d'interesse e le ex colonie caddero tristemente in disuso, abbandonate ad un destino di incuria e degrado. A fine del 2016 l'Unione dei Comuni del Marghine, con una delibera del Cda, diede mandato ai tecnici per provvedere a una stima degli immobili in previsione di una successiva alienazione. Nel frattempo però le ruberie subite dalla struttura ne hanno profondamente cambiato il volto e, di conseguenza, il suo valore di mercato.
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