sanità
La denuncia: cure primarie ignorate dall’Ats
Il sindacato Anmos interviene sulla mancata riorganizzazione dei servizi territoriali
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TERTENIA. «L’atto aziendale dell’Ats si è occupato di accorpamenti amministrativi e di poli ospedalieri ma ha ignorato completamente la sanità territoriale». La denuncia di Rossina Boi, medico di medicina generale a Tertenia e consigliere nazionale del sindacato Anmos, arriva tramite lettera al supermanager dell’azienda unica Fulvio Moirano.
«Consultando l’atto aziendale si evince che le cosiddette Cure primarie, costituite dalla medicina generale, dalla pediatria di libera scelta, dalla continuità assistenziale, e da altri servizi, non vengono contemplate» spiega Boi. Per il medico ogliastrino si tratta di un capitolo vasto e importante ma completamente ignorato anche dai politici ogliastrini. La dottoressa si rifà ad un esempio concreto: «Un mio assistito in ossigenoterapia a domicilio veniva regolarmente visitato dalla pneumologa specialista ambulatoriale. Bene la specialista è andata in pensione e nel territorio ogliastrino non abbiamo più questo figura». Da un lato l’Ats ha risparmiato non conferendo l’incarico ad altro professionista, dall’altro – è la tesi della rappresentante sindacale – depaupera il territorio di risorse consolidate, costringendo i pazienti a recarsi a Cagliari o a Nuoro. «Questo è un semplice esempio per dire che il territorio non solo è stato depotenziato, per cui avrà meno risorse, ma verrà depredato anche di quelle consolidate, che andranno a favore dei famosi poli sanitari isolani».
Il suo paziente in ossigenoterapia dovrà cercare un ambulanza dotata di ossigeno, farsi un viaggio tra andata e ritorno di 300 chilometri e la visita di circa 5 ore. Nel mirino della dottoressa Boi ci sono anche le lunghe liste d’attesa per le visite a domicilio dei pazienti inseriti in assistenza domiciliare integrata. «Quest’estate un fisiatra, causa malattia, si è assentato per circa 4 mesi. Purtroppo non è stato sostituito ecco che la lista d’attesa è diventata dei sei mesi.Pensate ai pazienti con Sla e con Sclerosi multipla che necessitano di assistenza costante».
La conclusione è improntata ad un appello rivolto a chi dovrà prendere in mano la situazione relativa. «Per concludere – sottolinea Rossina Boi che diventa portavoce dei suoi assistiti- ai pazienti di poli e contro poli, di riforme e controriforme non importa nulla. Chiedono solo che venga soddisfatto il diritto alla salute sancito dalla costituzione».
«Consultando l’atto aziendale si evince che le cosiddette Cure primarie, costituite dalla medicina generale, dalla pediatria di libera scelta, dalla continuità assistenziale, e da altri servizi, non vengono contemplate» spiega Boi. Per il medico ogliastrino si tratta di un capitolo vasto e importante ma completamente ignorato anche dai politici ogliastrini. La dottoressa si rifà ad un esempio concreto: «Un mio assistito in ossigenoterapia a domicilio veniva regolarmente visitato dalla pneumologa specialista ambulatoriale. Bene la specialista è andata in pensione e nel territorio ogliastrino non abbiamo più questo figura». Da un lato l’Ats ha risparmiato non conferendo l’incarico ad altro professionista, dall’altro – è la tesi della rappresentante sindacale – depaupera il territorio di risorse consolidate, costringendo i pazienti a recarsi a Cagliari o a Nuoro. «Questo è un semplice esempio per dire che il territorio non solo è stato depotenziato, per cui avrà meno risorse, ma verrà depredato anche di quelle consolidate, che andranno a favore dei famosi poli sanitari isolani».
Il suo paziente in ossigenoterapia dovrà cercare un ambulanza dotata di ossigeno, farsi un viaggio tra andata e ritorno di 300 chilometri e la visita di circa 5 ore. Nel mirino della dottoressa Boi ci sono anche le lunghe liste d’attesa per le visite a domicilio dei pazienti inseriti in assistenza domiciliare integrata. «Quest’estate un fisiatra, causa malattia, si è assentato per circa 4 mesi. Purtroppo non è stato sostituito ecco che la lista d’attesa è diventata dei sei mesi.Pensate ai pazienti con Sla e con Sclerosi multipla che necessitano di assistenza costante».
La conclusione è improntata ad un appello rivolto a chi dovrà prendere in mano la situazione relativa. «Per concludere – sottolinea Rossina Boi che diventa portavoce dei suoi assistiti- ai pazienti di poli e contro poli, di riforme e controriforme non importa nulla. Chiedono solo che venga soddisfatto il diritto alla salute sancito dalla costituzione».
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