Auto nella scarpata, muore un 60enne
di Valeria Gianoglio
Giovanni Sedda, gommista nuorese, stava andando a recuperare i cani da caccia. Poco prima aveva soccorso un cliente
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NUORO. «Torno in campagna vicino a Orune a riprendermi i cani», aveva detto, ieri pomeriggio, al cliente al quale, dopo aver interrotto la sua giornata di riposo e la battuta di caccia, aveva appena riparato un gomma dell’auto danneggiata. Ma poco dopo, la serata, per Giovanni Maria Sedda, 60 anni, gommista di Nuoro, si è conclusa in modo improvviso e tragico. Intorno alle 17.30 di ieri, infatti, mentre percorreva i tornanti della strada provinciale 51, che collega Orune alla vallata di Marreri, e da lì conduce a Nuoro, la Fiat Panda guidata da Sedda, per ragioni che i carabinieri e la Procura devono ancora da chiarire, è uscita fuori dalla carreggiata all’altezza del km 8 e 500. E ha fatto un volo di circa trenta metri prima di toccare terra, in fondo a una scarpata.
Quando i primi soccorsi sono riusciti a raggiungere l’auto, Sedda non era già più in grado di rispondere agli stimoli: l’impatto con il terreno e le ferite riportate gli erano costate la vita. Dal momento dell’incidente sino all’arrivo dell’ambulanza e dei carabinieri della compagnia di Bitti passano soltanto pochi minuti, ieri sera, ma le operazioni di soccorso durano parecchio di più e impegnano i vigili del fuoco e uno dei loro mezzi attrezzati per il recupero di auto finite in luoghi particolarmente impervi. Nel frattempo, lungo la strada provinciale 51, nelle campagne di Marreri immerse nel buio, si cominciano a radunare alcuni automobilisti di passaggio, allarmati dalla presenza di diverse sirene e mezzi di soccorso. E tra le tante presenze si registra anche quella di un collega e datore di lavoro di Giovanni Maria Sedda, Pierfrancesco Mattana, titolare della ditta “Kekko gomme”, di via Iglesias. «Non riesco a crederci – ripete, visibilmente scosso – fino a qualche ora fa Giovanni ha lavorato. So che era impegnato in una battuta di caccia ma aveva deciso di aiutare comunque un cliente che aveva bisogno di sistemare una gomma. Per questo aveva interrotto la giornata di riposo e poi, finito il lavoro, aveva deciso di tornare in campagna a recuperare i suoi cani da caccia». Chi conosce Giovanni Sedda, dunque, racconta che era un uomo generoso e che non si tirava mai indietro, al lavoro. Anche ieri sera, evidentemente, lo ha dimostrato. Un matrimonio terminato da tempo alle spalle, due figli, da tre anni, Giovanni Sedda aveva trovato lavoro nella ditta Kekko gomme, e nel tempo libero si dedicava volentieri alle battute di caccia, o alla serate in compagnia. Qualche settimana fa, i suoi coetanei del ’57, lo avevano coinvolto in uno dei tradizionali ritrovi di “fedales” che si era tenuto nei boschi di Villagrande Strisaili. E anche in quella occasione Giovanni Sedda non aveva fatto mancare la sua presenza discreta. Cosa e perché ieri sera lo abbia strappato alla vita ancora non si sa. I carabinieri della compagnia di Bitti, guidati dal capitano Davide Di Gennaro, sino a notte inoltrata, sono rimasti lungo la provinciale 51 per completare i rilievi e stabilire la causa dell’incidente.
Secondo i primi accertamenti eseguiti sembra che su quel tratto di carreggiata sia stata registrata la presenza di ghiaccio che potrebbe aver fatto sbandare la Panda bianca. Ma non è escluso, per ora, nemmeno un colpo di sonno o un malore da parte di Sedda, o ancora un attimo di distrazione provocato dalla presenza di qualche animale.
Quando i primi soccorsi sono riusciti a raggiungere l’auto, Sedda non era già più in grado di rispondere agli stimoli: l’impatto con il terreno e le ferite riportate gli erano costate la vita. Dal momento dell’incidente sino all’arrivo dell’ambulanza e dei carabinieri della compagnia di Bitti passano soltanto pochi minuti, ieri sera, ma le operazioni di soccorso durano parecchio di più e impegnano i vigili del fuoco e uno dei loro mezzi attrezzati per il recupero di auto finite in luoghi particolarmente impervi. Nel frattempo, lungo la strada provinciale 51, nelle campagne di Marreri immerse nel buio, si cominciano a radunare alcuni automobilisti di passaggio, allarmati dalla presenza di diverse sirene e mezzi di soccorso. E tra le tante presenze si registra anche quella di un collega e datore di lavoro di Giovanni Maria Sedda, Pierfrancesco Mattana, titolare della ditta “Kekko gomme”, di via Iglesias. «Non riesco a crederci – ripete, visibilmente scosso – fino a qualche ora fa Giovanni ha lavorato. So che era impegnato in una battuta di caccia ma aveva deciso di aiutare comunque un cliente che aveva bisogno di sistemare una gomma. Per questo aveva interrotto la giornata di riposo e poi, finito il lavoro, aveva deciso di tornare in campagna a recuperare i suoi cani da caccia». Chi conosce Giovanni Sedda, dunque, racconta che era un uomo generoso e che non si tirava mai indietro, al lavoro. Anche ieri sera, evidentemente, lo ha dimostrato. Un matrimonio terminato da tempo alle spalle, due figli, da tre anni, Giovanni Sedda aveva trovato lavoro nella ditta Kekko gomme, e nel tempo libero si dedicava volentieri alle battute di caccia, o alla serate in compagnia. Qualche settimana fa, i suoi coetanei del ’57, lo avevano coinvolto in uno dei tradizionali ritrovi di “fedales” che si era tenuto nei boschi di Villagrande Strisaili. E anche in quella occasione Giovanni Sedda non aveva fatto mancare la sua presenza discreta. Cosa e perché ieri sera lo abbia strappato alla vita ancora non si sa. I carabinieri della compagnia di Bitti, guidati dal capitano Davide Di Gennaro, sino a notte inoltrata, sono rimasti lungo la provinciale 51 per completare i rilievi e stabilire la causa dell’incidente.
Secondo i primi accertamenti eseguiti sembra che su quel tratto di carreggiata sia stata registrata la presenza di ghiaccio che potrebbe aver fatto sbandare la Panda bianca. Ma non è escluso, per ora, nemmeno un colpo di sonno o un malore da parte di Sedda, o ancora un attimo di distrazione provocato dalla presenza di qualche animale.
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