Il sindaco: Agrival, via le carcasse
di Federico Sedda
Bolotana, Motzo firma la seconda ordinanza che intima allo stabilimento la rimozione dei rifiuti
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BOLOTANA. I proprietari dell’Agrival hanno chiesto la revoca dell’ordinanza che intimava la rimozione dei rifiuti speciali, ma il sindaco di Bolotana, Annalisa Motzo, non è arretrata di un passo. Non solo non ha revocato il primo provvedimento ma ne ha emesso un altro con gli stessi contenuti e obblighi della precedente: l’immediata rimozione dei rifiuti abbandonati e il ripristino dello stato dei luoghi, stavolta entro 60 giorni anziché nei 10 precedenti. Questo è quanto sta accadendo tra la società Immobiliare Bolotana srl, con sede a Cagliari, proprietaria dello stabilimento Agrival Ecosistemi, un impianto per il trattamento di scarti di macellazione ormai dismesso da tempo, e il primo cittadino di Bolotana, che, con un’ordinanza del 10 novembre scorso, aveva chiesto l’immediata rimozione dei rifiuti abbandonati e il ripristino dello stato dei luoghi.
I proprietari dello stabilimento, tramite il loro legale, hanno replicato chiedendo la revoca del provvedimento in sede di autotutela in quanto estranei agli illeciti contestati. Ma il sindaco Motzo ha rincarato la dose emettendo un’altra ordinanza analoga alla precedente, concedendo soltanto la proroga dei termini da dieci a sessanta giorni. Il tutto sulla base di un presupposto tecnico-giuridico. “La responsabilità del proprietario dell’area, allo stato attuale solo colposa – si legge nell’ordinanza del primo cittadino bolotanese – si evince dal fatto che lo stabilimento risulta adeguatamente recintato e con i cancelli chiusi mediante lucchetto, per cui si presume che il proprietario stesso abbia posto in essere un apporto materiale al fine di consentire l’esecuzione del reato”. La vicenda è nata in seguito a una nota del 4 novembre 2017 dei carabinieri della compagnia di Ottana e della stazione del paese che segnalava la presenza, all’interno dello stabilimento Agrival, “di vasche e container colmi di rifiuti di vario genere, in particolare derivanti da scarti di macellazione in avanzato stato di decomposizione”.
La presenza dei rifiuti è stata accertata anche da un sopralluogo effettuato dalla polizia locale e da personale dell’ufficio tecnico del Comune. Da qui il provvedimento del sindaco, emesso nelle vesti di autorità sanitaria locale, che impone all’amministratore unico della società Immobiliare Bolotana, Carlo Gagliardo Deidda, e ai proprietari dell’ex Agrival Ecosistemi, Elda Maffei e Martino Ferraguti, “di provvedere con la massima urgenza e, comunque, entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla notifica del provvedimento, alla rimozione dei rifiuti abbandonati e al ripristino dello stato dei luoghi. In caso di inottemperanza si procederà d’ufficio addebitando loro le spese e presentando denuncia all’autorità giudiziaria”. Lo stabilimento Agrival venne costruito nell’area industriale di Bolotana agli inizi degli anni Novanta per il pre-trattamento di scarti di macellazione.
L’attività faceva capo all’imprenditore cagliaritano Roberto Vivarelli, proprietario anche dell’Agrolip, uno stabilimento analogo a Macchiareddu.
I proprietari dello stabilimento, tramite il loro legale, hanno replicato chiedendo la revoca del provvedimento in sede di autotutela in quanto estranei agli illeciti contestati. Ma il sindaco Motzo ha rincarato la dose emettendo un’altra ordinanza analoga alla precedente, concedendo soltanto la proroga dei termini da dieci a sessanta giorni. Il tutto sulla base di un presupposto tecnico-giuridico. “La responsabilità del proprietario dell’area, allo stato attuale solo colposa – si legge nell’ordinanza del primo cittadino bolotanese – si evince dal fatto che lo stabilimento risulta adeguatamente recintato e con i cancelli chiusi mediante lucchetto, per cui si presume che il proprietario stesso abbia posto in essere un apporto materiale al fine di consentire l’esecuzione del reato”. La vicenda è nata in seguito a una nota del 4 novembre 2017 dei carabinieri della compagnia di Ottana e della stazione del paese che segnalava la presenza, all’interno dello stabilimento Agrival, “di vasche e container colmi di rifiuti di vario genere, in particolare derivanti da scarti di macellazione in avanzato stato di decomposizione”.
La presenza dei rifiuti è stata accertata anche da un sopralluogo effettuato dalla polizia locale e da personale dell’ufficio tecnico del Comune. Da qui il provvedimento del sindaco, emesso nelle vesti di autorità sanitaria locale, che impone all’amministratore unico della società Immobiliare Bolotana, Carlo Gagliardo Deidda, e ai proprietari dell’ex Agrival Ecosistemi, Elda Maffei e Martino Ferraguti, “di provvedere con la massima urgenza e, comunque, entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla notifica del provvedimento, alla rimozione dei rifiuti abbandonati e al ripristino dello stato dei luoghi. In caso di inottemperanza si procederà d’ufficio addebitando loro le spese e presentando denuncia all’autorità giudiziaria”. Lo stabilimento Agrival venne costruito nell’area industriale di Bolotana agli inizi degli anni Novanta per il pre-trattamento di scarti di macellazione.
L’attività faceva capo all’imprenditore cagliaritano Roberto Vivarelli, proprietario anche dell’Agrolip, uno stabilimento analogo a Macchiareddu.
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