Posada, protestano i lottisti di Paule ’e mare
di Sergio Secci
POSADA. Dagli anni Settanta del secolo scorso, nella zone di Paule ’e Mare a ridosso del porto, è stata realizzata una vasta lottizzazione abusiva. Solo dopo l’entrata in vigore del condono edilizio,...
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POSADA. Dagli anni Settanta del secolo scorso, nella zone di Paule ’e Mare a ridosso del porto, è stata realizzata una vasta lottizzazione abusiva. Solo dopo l’entrata in vigore del condono edilizio, quasi tutti i proprietari presentarono domanda di sanatoria che troverà piena attuazione a breve con l’approvazione del piano di risanamento del comparto con l’amministrazione comunale, che ha messo a disposizione due ettari di terreno per compensare le cessioni che avrebbero dovuto lasciare i lottisti. Nei giorni scorsi una quindicina di proprietari ha chiesto conto al Comune delle somme già versate ai tempi del condono. «Per regolarizzare l’abuso senza la necessaria concessione edilizia, abbiamo usufruito del primo condono presentando al comune regolare istanza – dicono in una nota –. Le istanze erano complete, e a esse hanno fatto seguito le ricevute a saldo dell’oblazione versate all’erario e l’acconto di 150mila lire per anticipo oneri concessori. Da allora più niente, sino a quando, nel 2015, viene approvato il piano di risanamento con la convenzione in cui sono ripartiti gli oneri a carico di ogni lottizzante, e in molti aderiscono. Succede però che, anziché venirci incontro, il Comune, ci ha inviato una serie di cartelle esattoriali intimandoci di pagare, per noi illegittimamente, somme per regolarizzare la sanatoria di fatto già sanata. Alcuni di noi hanno pagato somme non dovute che rivogliamo indietro».
Non ci sarebbe nessun abuso da parte del Comune dice invece il sindaco Roberto Tola «L’amministrazione ha intrapreso un percorso di risoluzione di problematiche edilizie ereditate dal passato e culminate con la edificazione abusiva. La normativa del condono edilizio, le circolari ministeriali e le numerose sentenze di Tribunali, hanno chiarito quale fosse la documentazione da allegare all’istanza per valutare le opere in sanatoria, da un punto di vista quantitativo e qualitativo. A distanza di oltre trenta anni la quasi totalità delle domande di condono risulta non completa, è stata inviata una prima richiesta per il pagamento degli oneri concessori, somme che gli altri cittadini, che hanno costruito legittimamente, hanno pagato interamente e anticipatamente, pertanto non si capisce perché, in presenza di domande di condono edilizio pendenti palesemente incomplete, l’amministrazione non debba richiedere le somme dovute e mai pagate da questa parte di cittadini di Posada».
Non ci sarebbe nessun abuso da parte del Comune dice invece il sindaco Roberto Tola «L’amministrazione ha intrapreso un percorso di risoluzione di problematiche edilizie ereditate dal passato e culminate con la edificazione abusiva. La normativa del condono edilizio, le circolari ministeriali e le numerose sentenze di Tribunali, hanno chiarito quale fosse la documentazione da allegare all’istanza per valutare le opere in sanatoria, da un punto di vista quantitativo e qualitativo. A distanza di oltre trenta anni la quasi totalità delle domande di condono risulta non completa, è stata inviata una prima richiesta per il pagamento degli oneri concessori, somme che gli altri cittadini, che hanno costruito legittimamente, hanno pagato interamente e anticipatamente, pertanto non si capisce perché, in presenza di domande di condono edilizio pendenti palesemente incomplete, l’amministrazione non debba richiedere le somme dovute e mai pagate da questa parte di cittadini di Posada».
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