«Dateci le case cantoniere sulla statale 125»
di Lamberto Cugudda
I sindaci di Urzulei e Baunei chiedono all’Anas di poter valorizzare gli edifici dismessi in chiave turistica
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BAUNEI. Dare un futuro alle case cantoniere Anas non più operative e dismesse che si trovano lungo la zona del nord Ogliastra. Come quelle di Genn’e Scalas, Giustizieri, Bidogolai. «Le case cantoniere sono un bene da valorizzare. Per questo, oggi, insieme al Comune di Urzulei, abbiamo scritto all’Anas. Per chiedere che le cantoniere della nostra Orientale sarda (strada statale 125) diventino luoghi di accoglienza turistica, case belle ed accoglienti, rosse e vive come un tempo». A parlare è il primo cittadino baunese Salvatore Corrias (Pd), che insieme al suo collega di Urzulei, Ennio Arba (anch’egli del Pd) chiede di potere utilizzare le diverse case cantoniere Anas nell’area montana del nord Ogliastra, dove si trovano i due comuni ogliastrini .
La richiesta, inviata ieri all’Anas (coordinamento territoriale Sardegna-Area compartimentale di Cagliari), chiede di sottoporre all’attenzione della stesso Ente nazionale per la strade «la possibilità che gli immobili delle case cantoniere che insistono su aree di propria giurisdizione lungo la 125 possano essere prese in consegna nell’ottica di un’opportuna valorizzazione». Per i due sindaci le case cantoniere ben si prestano a essere luoghi di accoglienza. «E capaci di offrire ospitalità e ristoro – scrivono Ennio Arba e Salvatore Corrias – ai tanti forestieri che da marzo a ottobre, percorrendo l’Orieentale sarda, scelgono di stare e sostare nei nostri territori, con un evidente beneficio per l’economia locale. E tanto si addice alle case cantoniere di Genn’e Scalas (al chilometro 155,880 della statale 125), Giustizieri (al chilometro 174,600) chilometro, Bidogolai (al chilometro 189,400), non più operative e oramai dismesse dalle loro funzioni originarie, tanto che la loro struttura versa in condizioni di assoluta a precarietà. Solo un serio progetto di riqualificazione potrebbe recuperare gli immobili in questione, facendone sede privilegiata di un’offerta più ricca e articolata, all’insegna di una moderna visione del turismo sostenibile, fondata su una forte cultura dell’ospitalità». I due amministratori comuanlu ricordano che le case cantoniere, in ragione della loro importanza e pregio sono state oggetto di un bando di gare Anas (20 luglio-15 novembre 2016), in accordo con i due ministeri competenti e l’Agenzia del demanio. «Tale iniziativa – concludono – non ha avuto copertura ed effetti nel nostro territorio – e per questo vi chiediamo di potere intraprendere un percorso di condivisione volto suscitare l’interesse delle nostre imprese».
La richiesta, inviata ieri all’Anas (coordinamento territoriale Sardegna-Area compartimentale di Cagliari), chiede di sottoporre all’attenzione della stesso Ente nazionale per la strade «la possibilità che gli immobili delle case cantoniere che insistono su aree di propria giurisdizione lungo la 125 possano essere prese in consegna nell’ottica di un’opportuna valorizzazione». Per i due sindaci le case cantoniere ben si prestano a essere luoghi di accoglienza. «E capaci di offrire ospitalità e ristoro – scrivono Ennio Arba e Salvatore Corrias – ai tanti forestieri che da marzo a ottobre, percorrendo l’Orieentale sarda, scelgono di stare e sostare nei nostri territori, con un evidente beneficio per l’economia locale. E tanto si addice alle case cantoniere di Genn’e Scalas (al chilometro 155,880 della statale 125), Giustizieri (al chilometro 174,600) chilometro, Bidogolai (al chilometro 189,400), non più operative e oramai dismesse dalle loro funzioni originarie, tanto che la loro struttura versa in condizioni di assoluta a precarietà. Solo un serio progetto di riqualificazione potrebbe recuperare gli immobili in questione, facendone sede privilegiata di un’offerta più ricca e articolata, all’insegna di una moderna visione del turismo sostenibile, fondata su una forte cultura dell’ospitalità». I due amministratori comuanlu ricordano che le case cantoniere, in ragione della loro importanza e pregio sono state oggetto di un bando di gare Anas (20 luglio-15 novembre 2016), in accordo con i due ministeri competenti e l’Agenzia del demanio. «Tale iniziativa – concludono – non ha avuto copertura ed effetti nel nostro territorio – e per questo vi chiediamo di potere intraprendere un percorso di condivisione volto suscitare l’interesse delle nostre imprese».
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