La Nuova Sardegna

Nuoro

Si spacca il Psd’Az, Sanna isolato

di Francesco Pirisi
Si spacca il Psd’Az, Sanna isolato

I quattro consiglieri sardisti prendono le distanze dall’alleanza con Salvini, appoggiata dall’assessore

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NUORO. Il gruppo consiliare del Psd’Az nel capoluogo prende le distanze dall’accordo tra la segreteria nazionale e la Lega per le elezioni politiche di marzo. Troppo diversi dai “lumbard”, è l’idea di Adriano Catte, Claudia Camarda, Viviana Brau e Graziano Siotto, il recente acquisto della componente che sostiene in municipio la giunta Soddu. Le loro parole, affidate a una nota: «Come consiglieri comunali in questi anni abbiamo portato avanti azioni e misure in netta antitesi all’ideologia salviniana, dalla quale ci onoriamo di esserci tenuti e volerci tenere a debita distanza». L’unica concessione è nel fatto di riconoscere che «la scelta è stata supportata e avallata dal consiglio nazionale e, quindi, legittima e da rispettare». Non si va oltre. Una visione che si oppone a quella di Giuliano Sanna, unico assessore sardista della giunta Soddu, che al contrario in un’intervista alla Nuova ha detto come l’accordo con Salvini salvaguardi «temi che fanno parte della storia di rivendicazione del sardismo: dall’accrescimento dei margini di autonomia al bilinguismo, dalla fiscalità di vantaggio alla continuità territoriale».

Un disaccordo, c’è da credere, che non finirà nella presa di posizione di questi giorni. L’arena per duellare sulle idee e le posizioni potrebbe essere inoltre quello stesso direttivo della sezione cittadina del quale i quattro componenti dell’assemblea civica sono membri di diritto. Organismo guidato dal segretario Tonino Bassu, che sull’intesa elettorale ha già manifestato la propria posizione: «Il consiglio nazionale ha approvato la linea di un’intesa con i partiti “italiani” e dato mandato al segretario di vedere le diverse opzioni in campo. Quella della Lega è stata ritenuta la più convincente. E ciò sia per portare in Parlamento le istanze della riforma dello statuto, così da garantirci nuovi margini di autonomia e il riconoscimento del bilinguismo, e sia per le istanze che toccano lo sviluppo economico della Sardegna, e dove sono fondamentali la continuità territoriale e i punti franchi».

Il quartetto nuorese non sembra ritenerli importanti quanto la specificità sardista, la sua natura rivendicatrice, rispetto allo Stato e agli altri territori, che ha mosso i reduci della prima guerra mondiale alla costruzione del partito. Il dibattito interno dirà se è tutto dentro l’ideale istitutivo, oppure se anche altre ragioni hanno allargato il fossato tra la base (in questo caso il gruppo consiliare) e la dirigenza. Anche perché c’è un precedente molto vicino. A dicembre la componente consiliare dei Quattro mori ha disertato la seduta dell’assemblea dedicata alla variazione di bilancio di fine annata. Il motivo ufficiale nella necessità di avere qualche giorno in più per esaminare le carte. Un’altra versione la volontà di fare pressing sul sindaco Andrea Soddu e gli altri partiti per vedere riconosciuta nella giunta in gestazione una presenza maggiore del Psd’Az, con un terzo assessorato da assegnare a uno dei quattro consiglieri. Il nuovo esecutivo sta per essere varato, ma di nuovi incarichi al Psd’Az non si parla, anche per via della probabile riduzione da 7 a 6 dei posti sul tavolo di Soddu.

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