La Nuova Sardegna

Nuoro

Un centro ridisegnato dai graffitari “legali”

di Valeria Gianoglio
Un centro ridisegnato dai graffitari “legali”

Il progetto lanciato dai giovani artisti dell’associazione “Tela urbana” «Vorremmo far respirare di nuovo tra le strade l’aria dell’antico borgo rurale»

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NUORO. «È sempre stato così, è da ragazzini che a tutti noi piaceva dipingere e disegnare ma non avevamo spazi. Dopo tanti anni siamo riusciti a crearceli. Le strade erano due: o farlo illegalmente oppure farlo in modo legale. E alla fine abbiamo scoperto che la legalità è uno strumento per riuscire ad avere spazi più grandi. Ti crea un posto nella società. La nostra più grande soddisfazione, ora, è disegnare sui muri con tutti i permessi per farlo, mostrarli alle forze dell’ordine quando ci fermano. E con questi permessi in tasca, che ci sono costati due anni di richieste, di ricerca dei proprietari delle case, e di contatti con il Comune, ora faremo partire il nostro nuovo progetto, se anche i nostri concittadini ci daranno una mano».

Ventinove anni uno, 31 l’altro, entrambi nuoresi, entrambi con studi nel campo artistico alle spalle, entrambi con una voglia potente di fare qualcosa di buono per la città che li ha riaccolti dopo un periodo trascorso a studiare, lavorare e girovagare per l’Italia e non solo. Elia Madau e Ruggero Baragliu sono i due componenti dell’associazione di promozione sociale “Tela urbana” che in questi giorni, insieme agli altri componenti del gruppo, hanno lanciato anche attraverso i social network un nuovo progetto artistico che sa tanto anche di scommessa. Con tanto di autorizzazioni, pennelli, pittura al quarzo, spray e anche la calce che dovesse servire, sono pronti a ridisegnare circa una trentina di muri di una parte del centro – nelle viuzze che dalla piazza dell’ex mercato portano al corso Garibaldi e da lì a via Tola – per trasformare vecchie facciate in una piccola e coloratissima galleria d’arte a cielo aperto.

«L’idea base, il “concept”, che vogliamo sviluppare attraverso i nostri disegni sui muri – spiegano – è quella di ricreare il centro storico nel centro storico. Vogliamo ricreare la Nuoro rurale, la Nuoro antica. Vogliamo far respirare di nuovo l’aria della città nel passato: tra portoni antichi, pietre, muretti, piante e vecchie panche. Vogliamo anche far riscoprire personalità nuoresi del passato meno note e celebrate. Come il pesista Mannironi, ad esempio. Ma vogliamo anche lanciare un messaggio di speranza agli altri giovani: se sei creativo, se credi in quello che fai, ti crei anche un lavoro». I disegni sono pronti, dunque, l’idea di fondo anche, e con essi anche le autorizzazioni dei proprietari delle case che i componenti dell’associazione Tela urbana hanno dovuto cercare uno ad uno, con esiti spesso sorprendenti. Perché è successo davvero di tutto in questi due anni di caccia ai proprietari delle case da ridipingere e di continuo confronto con la burocrazia. Ma alla fine, i tenaci componenti di “Tela Urbana” l’hanno spuntata. «Ora abbiamo tutto – dicono – ci mancano solo i soldi. Per questo chiediamo ai nuoresi di darci una mano con una cifra simbolica. Tramite il sito per la raccolta fondi www.buonacausa.org” nello spazio “Nuoro riqualificazione urbana”, tramite la pagina Facebook di Tela urbana, e www.telaurbananuogoro.blogspot.it, vorremmo raggiungere quota 36mila euro di donazioni, ovvero 1 euro per ogni nuorese. Sarebbe un bellissimo messaggio perché significherebbe che questo è un progetto che facciamo con la nostra città e per la nostra città. Un progetto con il quale vogliamo supportare la mobilitazione per Nuoro capitale della cultura 2020».

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