Omicidi e rapine, otto a processo
di Lamberto Cugudda
Il gup rinvia a giudizio i presunti responsabili dell’assalto a Capo Bellavista e della morte dei Ferrai
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CAGLIARI. A distanza di quasi quattordici anni la giustizia tira le somme su una serie di omicidi e rapine avvenuti in Ogliastra, culminati con l’assalto alla santabarbara militare di Capo Bellavista: gli imputati sono otto e dovranno presentarsi il prossimo 20 settembre davanti ai giudici della Corte d’Assise per rispondere di una serie di gravi reati. Archiviate nella prima parte dell’udienza preliminare le posizioni di due indagati e concluso il lavoro di ascolto della colossale raccolta di conversazioni intercettate dalla Dda nel corso degli anni, il giudice Giovanni Massidda ha accolto ieri mattina le richieste del pm Danilo Tronci e ha disposto il giudizio per gli imputati rimasti impigliati alle accuse.
Il centro del procedimento è l'assalto alla base di Bellavista, compiuto il 21 settembre 2004: dopo aver puntato le pistole contro il caporal maggiore dell’esercito Cristian Cabitza, due banditi si impossessarono di tredici fucili mitragliatori e altro materiale di armamento, con ogni probabilità destinati a progetti criminali. A quella vicenda, secondo la ricostruzione della Dda, sarebbero collegati cinque omicidi avvenuti in Ogliastra negli ultimi diciassette anni, tra rapine e attentati.
Chiusa l'indagine il pm Danilo Tronci aveva rivolto l'accusa su dieci persone, che ora sono diventate otto: restano in piedi le imputazioni per i fratelli Angelo e Cesare Balzano di Arzana e per i compaesani Giangiuseppe Ferrari e Luigi Piras, Andrea Agus di Lanusei, Paolo Mulas e Armando Mameli, entrambi di Tertenia, e Salvatore Mereu, di Tortolì. Cesare Balzano e Luigi Piras sono ritenuti responsabili del duplice assassinio dei coniugi Nino Ferrai e Mariangela Baglioni, genitori di Marco Ferrai, morto per cause mai spiegate nel corso dell’assalto di Capo Bellavista: avrebbero compiuto gli omicidi con l’obbiettivo di garantirsi l'impunità, proteggendosi dalle ricerche in cui erano impegnati il padre e la madre di Ferrai, decisi a scoprire chi avesse ucciso il figlio e per quali ragioni. Del colpo alla base militare sono ritenuti responsabili Cesare Balzano e Piras assieme ad Angelo Balzano, Salvatore Mereu e Giangiuseppe Ferrai. Cesare Balzano è anche considerato responsabile dell'omicidio di Angelo Tangianu, mentre i nomi di Armando Mameli e ancora Cesare Balzano sarebbero legati ai tentati omicidi di Luigi Lobina e di sua moglie.
La Dda, come ha spiegato nel corso del suo intervento in aula il pm Tronci, è certa di aver ricostruito grazie a un’attività investigativa lunga e approfondita le trame che hanno portato anche agli omicidi di Lino Perotti e Angelo Tangianu oltre che di Marco Ferrai, e di una sfilza di rapine e attentati messi a segno contro una società che opera nella raccolta dei rifiuti. Contestati, a vario titolo e a ciascuno per le proprie responsabilità, anche la detenzione illegale di armi e l'associazione a delinquere in spaccio di droga. (m.l)
Il centro del procedimento è l'assalto alla base di Bellavista, compiuto il 21 settembre 2004: dopo aver puntato le pistole contro il caporal maggiore dell’esercito Cristian Cabitza, due banditi si impossessarono di tredici fucili mitragliatori e altro materiale di armamento, con ogni probabilità destinati a progetti criminali. A quella vicenda, secondo la ricostruzione della Dda, sarebbero collegati cinque omicidi avvenuti in Ogliastra negli ultimi diciassette anni, tra rapine e attentati.
Chiusa l'indagine il pm Danilo Tronci aveva rivolto l'accusa su dieci persone, che ora sono diventate otto: restano in piedi le imputazioni per i fratelli Angelo e Cesare Balzano di Arzana e per i compaesani Giangiuseppe Ferrari e Luigi Piras, Andrea Agus di Lanusei, Paolo Mulas e Armando Mameli, entrambi di Tertenia, e Salvatore Mereu, di Tortolì. Cesare Balzano e Luigi Piras sono ritenuti responsabili del duplice assassinio dei coniugi Nino Ferrai e Mariangela Baglioni, genitori di Marco Ferrai, morto per cause mai spiegate nel corso dell’assalto di Capo Bellavista: avrebbero compiuto gli omicidi con l’obbiettivo di garantirsi l'impunità, proteggendosi dalle ricerche in cui erano impegnati il padre e la madre di Ferrai, decisi a scoprire chi avesse ucciso il figlio e per quali ragioni. Del colpo alla base militare sono ritenuti responsabili Cesare Balzano e Piras assieme ad Angelo Balzano, Salvatore Mereu e Giangiuseppe Ferrai. Cesare Balzano è anche considerato responsabile dell'omicidio di Angelo Tangianu, mentre i nomi di Armando Mameli e ancora Cesare Balzano sarebbero legati ai tentati omicidi di Luigi Lobina e di sua moglie.
La Dda, come ha spiegato nel corso del suo intervento in aula il pm Tronci, è certa di aver ricostruito grazie a un’attività investigativa lunga e approfondita le trame che hanno portato anche agli omicidi di Lino Perotti e Angelo Tangianu oltre che di Marco Ferrai, e di una sfilza di rapine e attentati messi a segno contro una società che opera nella raccolta dei rifiuti. Contestati, a vario titolo e a ciascuno per le proprie responsabilità, anche la detenzione illegale di armi e l'associazione a delinquere in spaccio di droga. (m.l)
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