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Case evacuate per l’allerta: è polemica
di Federico Sedda
TORPÈ. Di pioggia non ne è arrivata tanta, ma a Posada e Torpè, con il codice giallo di criticità ordinaria per rischio idrogeologico e idraulico emanato dalla protezione civile, sono scattate le...
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TORPÈ. Di pioggia non ne è arrivata tanta, ma a Posada e Torpè, con il codice giallo di criticità ordinaria per rischio idrogeologico e idraulico emanato dalla protezione civile, sono scattate le restrizioni previste dall’accordo firmato dai due sindaci all’atto dell’autorizzazione ad invasare la massima capienza nel lago Maccheronis. I piani comunali di protezione civile, approvati dai rispettivi consigli dei due centri a valle della diga, prevedono infatti che già in fase di preallarme, vengano attivate le misure di sicurezza con l’evacuazione in via provvisoria della popolazione residente o domiciliata nei pressi dell’argine sinistro del fiume Posada e in quelle a rischio elevato. A Torpè, il sindaco Omar Cabras, ha firmato l’ordinanza di sgombero per gli abitanti di Filinita, Baddore, Tanca Noa, l’Unità e Matta Erva mentre il suo collega Roberto Tola, ha disposto l’allontanamento dalle case di Santu Paulu e Padronos. Bloccato anche il traffico veicolare lungo la strada provinciale 24 bis che costeggia il fiume e, non sono mancate le proteste da parte di alcuni residenti che lamentano il fatto che per due gocce d’acqua si sia allertata la popolazione. «Comprendo i miei compaesani e gli abitanti di Posada che in questi giorni si trovano ad affrontare il disagio dell’evacuazione e della chiusura della strada – spiega il sindaco di Torpè Omar Cabras – credo sia utile ricordare che tutto era previsto dagli accordi con la Regione per consentire di tenere il bacino al massimo invaso, sospendendo temporaneamente il piano di laminazione in vigore e attivando, già col codice giallo, tutte le procedure previste con codici di allerta superiore. Questo – prosegue – con assunzione di grandi responsabilità da parte di noi sindaci ma anche della popolazione che, malgrado i disagi subiti, dimostra a parte in alcuni casi, di aver compreso e condiviso le decisioni prese, prima di tutto per la sicurezza e l'incolumità delle persone e poi per scongiurare un’estate senza acqua. Questo non potrà certo diventare una consuetudine, ci auguriamo che si mantenga fede agli impegni presi istallando per il prossimo inverno il funzionamento degli idrometri, a monte dell'invaso Maccheronis che consentirebbero una gestione attenta della diga e delle sue risorse idriche». (s.s.)
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