Il gruppo Città in Comune resta ancora sull’Aventino
di Francesco Pirisi
Nulla di fatto nel confronto tra il sindaco e la lista che esprimeva l’assessore Boi Il leader Paolo Manca: «Ignorato il programma elettorale, così non ci stiamo più»
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NUORO. Si è concluso con un nulla di fatto il primo faccia a faccia tra il sindaco Andrea Soddu e il gruppo politico della Città in Comune. Partito allontanatosi dalla coalizione di maggioranza perché non soddisfatto delle procedure della verifica politica, conclusasi a febbraio con l’investitura della seconda giunta Soddu, proprio a metà del mandato popolare ricevuto con le elezioni del 2015. Tanto da non partecipare all’ultima seduta dell’assemblea civica e da chiamare fuori dall’esecutivo il proprio esponente, destinato dal sindaco a prendere in carico l’assessorato dei Servizi sociali e lasciare gli Affari generali, poi andati a Marcello Seddone, della lista “Ripensiamo Nuoro”.
Rispetto degli impegni. Distanze che rimangono invariate. Il consigliere comunale Paolo Manca: «Se non vengono affrontati i problemi di fondo, la nostra posizione non muterà. Qui ci troviamo di fronte a una maggioranza che non rispetta gli impegni presi con i cittadini e scritti nel programma elettorale. Valga per tutto il fatto che non si parla più della Rsa, la residenza sanitaria assistita, delle politiche sanitarie in generale, di come creare le condizioni per la sopravvivenza economica dell’ente municipale. Su questo vorremmo misurarci. La questione dell’assessorato viene dopo».
Nuovo incontro. Interrogativi sui quali al sindaco Soddu sono state richieste delle risposte già per il prossimo incontro, che dovrebbe essere nel corso della settimana. Perché c’è lo stesso interesse del primo cittadino a portare a compimento il processo per il nuovo esecutivo, compresa la delega dei Servizi sociali, della quale giocoforza si assunto l’“interim”. Con un occhio attento a ristabilire gli equilibri anche per quanto attiene al rispetto della norma sulla rappresentanza di genere, oggi non garantita, come messo in evidenza qualche settimana addietro dai gruppi di minoranza consiliare. E ciò per il contemporaneo venire meno, nel passaggio del rimpasto, oltreché dell’assessore Maria Boi, della Città in Comune, anche di Raffaelina Denti, per i primi due anni e mezzo di mandato titolare della delega del Bilancio. Tanto che Soddu potrebbe alla fine decidere per una soluzione differente, rispetto all’indicazione di partenza di Maria Boi e del gruppo la Città in Comune. In maniera da riportare condizioni di legittimità nella composizione dell’esecutivo municipale.
«Poco è stato fatto». Ipotesi sulla quale Manca commenta: «Sì, in qualche modo il sindaco ci ha anticipato le possibili mosse. Lo faccia, se lo ritiene opportuno. Non ci metteremo di traverso, certo, perché per noi viene per primo l’interesse della città». Punto sul quale il gruppo politico di Manca, Fadda e dell’ex assessore Boi ha molto da dire e soprattutto ridire: «Il programma presentato ai nuoresi è altra cosa rispetto a quelle poche cose che sono state poi realizzate. Mancano all’appello gli interventi di cui ho detto, a iniziare dalla Rsa, che per noi è una struttura di importanza primaria. Ma, se anche rimaniamo al presente, quali sono le iniziative attuali della giunta? Io non ne vedo, se non delle delibere di scarso rilievo, come qualche sponsorizzazione o simili».
Precise condizioni. Tanto che sulla possibilità di ripartire tutti insieme il consigliere Manca mette tra le condizioni che si ritorni dentro la verifica, peraltro conclusa a febbraio dopo cinque mesi di incontri. Il metodo non sarebbe stato quello giusto: «Prima si sarebbe dovuto parlare del programma, delle cose non fatte, con una presa di responsabilità da parte di tutti, per raddrizzare il tiro e far fruttare la seconda parte del mandato».
I super assessori. Dopo la questione del rimpasto e dei cambi nella giunta: «Invece le decisioni sono state invertite e tra le altre cose con soluzioni dove si sono creati dei super-assessorati, penso a quello assegnato al Psd’Az, che alle politiche dell’igiene pubblica, dell’urbanistica, ha sommato il bilancio, e altri con scarse competenze». Paolo Manca ribadisce che non è negli incarichi il punto del dissidio: «Se ce li volessero attribuire, li prenderemo. Non avevamo neppure una pregiudiziale sul cambio di uomini e deleghe, però da attuare dopo un confronto unitario. Oggi la domanda che facciamo a Soddu è: esiste ancora una coalizione?». I giorni prossimi potrebbe portare consiglio e soluzioni, anche perché l’amministrazione civica ha alle porte la scadenza del bilancio, da approvare entro il 31 marzo.
Rispetto degli impegni. Distanze che rimangono invariate. Il consigliere comunale Paolo Manca: «Se non vengono affrontati i problemi di fondo, la nostra posizione non muterà. Qui ci troviamo di fronte a una maggioranza che non rispetta gli impegni presi con i cittadini e scritti nel programma elettorale. Valga per tutto il fatto che non si parla più della Rsa, la residenza sanitaria assistita, delle politiche sanitarie in generale, di come creare le condizioni per la sopravvivenza economica dell’ente municipale. Su questo vorremmo misurarci. La questione dell’assessorato viene dopo».
Nuovo incontro. Interrogativi sui quali al sindaco Soddu sono state richieste delle risposte già per il prossimo incontro, che dovrebbe essere nel corso della settimana. Perché c’è lo stesso interesse del primo cittadino a portare a compimento il processo per il nuovo esecutivo, compresa la delega dei Servizi sociali, della quale giocoforza si assunto l’“interim”. Con un occhio attento a ristabilire gli equilibri anche per quanto attiene al rispetto della norma sulla rappresentanza di genere, oggi non garantita, come messo in evidenza qualche settimana addietro dai gruppi di minoranza consiliare. E ciò per il contemporaneo venire meno, nel passaggio del rimpasto, oltreché dell’assessore Maria Boi, della Città in Comune, anche di Raffaelina Denti, per i primi due anni e mezzo di mandato titolare della delega del Bilancio. Tanto che Soddu potrebbe alla fine decidere per una soluzione differente, rispetto all’indicazione di partenza di Maria Boi e del gruppo la Città in Comune. In maniera da riportare condizioni di legittimità nella composizione dell’esecutivo municipale.
«Poco è stato fatto». Ipotesi sulla quale Manca commenta: «Sì, in qualche modo il sindaco ci ha anticipato le possibili mosse. Lo faccia, se lo ritiene opportuno. Non ci metteremo di traverso, certo, perché per noi viene per primo l’interesse della città». Punto sul quale il gruppo politico di Manca, Fadda e dell’ex assessore Boi ha molto da dire e soprattutto ridire: «Il programma presentato ai nuoresi è altra cosa rispetto a quelle poche cose che sono state poi realizzate. Mancano all’appello gli interventi di cui ho detto, a iniziare dalla Rsa, che per noi è una struttura di importanza primaria. Ma, se anche rimaniamo al presente, quali sono le iniziative attuali della giunta? Io non ne vedo, se non delle delibere di scarso rilievo, come qualche sponsorizzazione o simili».
Precise condizioni. Tanto che sulla possibilità di ripartire tutti insieme il consigliere Manca mette tra le condizioni che si ritorni dentro la verifica, peraltro conclusa a febbraio dopo cinque mesi di incontri. Il metodo non sarebbe stato quello giusto: «Prima si sarebbe dovuto parlare del programma, delle cose non fatte, con una presa di responsabilità da parte di tutti, per raddrizzare il tiro e far fruttare la seconda parte del mandato».
I super assessori. Dopo la questione del rimpasto e dei cambi nella giunta: «Invece le decisioni sono state invertite e tra le altre cose con soluzioni dove si sono creati dei super-assessorati, penso a quello assegnato al Psd’Az, che alle politiche dell’igiene pubblica, dell’urbanistica, ha sommato il bilancio, e altri con scarse competenze». Paolo Manca ribadisce che non è negli incarichi il punto del dissidio: «Se ce li volessero attribuire, li prenderemo. Non avevamo neppure una pregiudiziale sul cambio di uomini e deleghe, però da attuare dopo un confronto unitario. Oggi la domanda che facciamo a Soddu è: esiste ancora una coalizione?». I giorni prossimi potrebbe portare consiglio e soluzioni, anche perché l’amministrazione civica ha alle porte la scadenza del bilancio, da approvare entro il 31 marzo.
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