Confiscati 4 milioni e mezzo a un evasore
di Lamberto Cugudda
Decreto del tribunale di Lanusei nei confronti di un imprenditore di Tortolì. Blitz della guardia di finanza di Arbatax
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TORTOLÌ. La tenenza della Guardia di finanza di Arbatax ha concluso l’operazione “Affari di famiglia” che ha portato alla confisca a un noto imprenditore ogliastrino di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 4 milioni e mezzo di euro. L’imprenditore è Mario Pischedda, 54 anni, di Tortolì, che ieri pomeriggio, raggiunto telefonicamente, non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Lo stesso vale per il suo legale, l’avvocato Giorgio Murino (del Foro di Lanusei), che comunque è già al lavoro per preparare l’appello, ritenendo che esistano i presupposti, sia soggettivi che oggettivi, per ribaltare quanto stabilito nel decreto di confisca emesso (la scorsa settimana) dal collegio del tribunale di Lanusei nei confronti del suo assistito. Per il comando provinciale della Guardia di finanza di Nuoro, il risultato, già rilevante per dimensione, assume maggiore rilevanza se si considera che si tratta di uno dei primi casi di “confisca” sul territorio sardo a seguito di applicazione di misure di prevenzione patrimoniali, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti di un presunto evasore fiscale.
Le fiamme gialle hanno quindi eseguito un decreto di confisca, emesso pochi giorni fa dal tribunale di Lanusei, nei confronti di un imprenditore che per loro sarebbe evasore fiscale “seriale”, e che, sebbene ufficialmente nullatenente, avrebbe a disposizione un patrimonio milionario. E spiegano che le indagini, iniziate oltre tre anni fa e conclusesi in parte nel 2015, avrebbero evidenziato, sotto il profilo soggettivo «il coinvolgimento dell’imprenditore, durante un arco temporale di oltre venti anni, in una serie di attività illecite» che si configurerebbero come crimini economico-finanziari. La ricostruzione, ottenuta anche grazie a scrupolosi e complessi accertamenti patrimoniali, estesi al nucleo familiare, avrebbero quindi permesso di rilevare un valore nettamente sproporzionato tra i redditi dichiarati, l’attività svolta e gli arricchimenti patrimoniali dell’imprenditore indagato. All’esito delle indagini, il tribunale di Lanusei ha disposto la confisca di beni immobili, mobili e disponibilità finanziarie per complessivi 4 milioni e mezzo di euro, già posti sotto sequestro nel giugno di tre anni fa 2015 su iniziativa della Procura della Repubblica ogliastrina (guidata da Biagio Mazzeo) e consistenti in 9 immobili, una struttura alberghiera, un terreno, 12 autoveicoli, e quote sociali conti correnti riconducibili all’indagato.
Il comando provinciale della Guardia di finanza di Nuoro ha anche rimarcato che allo stesso «oltre alla confisca dei beni è stata applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Tortolì per la durata di tre anni». L’operazione effettuata dagli uomini della tenenza della Guardia di finanza di Arbatax si innesta in un più ampio quadro di attività di prevenzione e indagini disposte dal comando provinciale di Nuoro «a tutela della legalità economico-finanziaria, a salvaguardia dei cittadini ed imprenditori che operano nella legalità e finalizzata all’aggressione dei patrimoni illeciti».
Le fiamme gialle hanno quindi eseguito un decreto di confisca, emesso pochi giorni fa dal tribunale di Lanusei, nei confronti di un imprenditore che per loro sarebbe evasore fiscale “seriale”, e che, sebbene ufficialmente nullatenente, avrebbe a disposizione un patrimonio milionario. E spiegano che le indagini, iniziate oltre tre anni fa e conclusesi in parte nel 2015, avrebbero evidenziato, sotto il profilo soggettivo «il coinvolgimento dell’imprenditore, durante un arco temporale di oltre venti anni, in una serie di attività illecite» che si configurerebbero come crimini economico-finanziari. La ricostruzione, ottenuta anche grazie a scrupolosi e complessi accertamenti patrimoniali, estesi al nucleo familiare, avrebbero quindi permesso di rilevare un valore nettamente sproporzionato tra i redditi dichiarati, l’attività svolta e gli arricchimenti patrimoniali dell’imprenditore indagato. All’esito delle indagini, il tribunale di Lanusei ha disposto la confisca di beni immobili, mobili e disponibilità finanziarie per complessivi 4 milioni e mezzo di euro, già posti sotto sequestro nel giugno di tre anni fa 2015 su iniziativa della Procura della Repubblica ogliastrina (guidata da Biagio Mazzeo) e consistenti in 9 immobili, una struttura alberghiera, un terreno, 12 autoveicoli, e quote sociali conti correnti riconducibili all’indagato.
Il comando provinciale della Guardia di finanza di Nuoro ha anche rimarcato che allo stesso «oltre alla confisca dei beni è stata applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Tortolì per la durata di tre anni». L’operazione effettuata dagli uomini della tenenza della Guardia di finanza di Arbatax si innesta in un più ampio quadro di attività di prevenzione e indagini disposte dal comando provinciale di Nuoro «a tutela della legalità economico-finanziaria, a salvaguardia dei cittadini ed imprenditori che operano nella legalità e finalizzata all’aggressione dei patrimoni illeciti».
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