La Nuova Sardegna

Nuoro

«Ora è un carcere a misura d’uomo»

di Luca Urgu
«Ora è un carcere a misura d’uomo»

Inaugurata l’ala che a breve ospiterà altri 97 detenuti di massima sicurezza: ci sono palestra, barberia e aula didattica

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Una struttura nuova di zecca nel vecchio carcere che a giorni attende i primi ospiti. Quaranta già dalla prossima settimana, poi seguiranno gli altri a scaglioni fino a raggiungere la massima capienza, prevista con la copertura dei 97 posti disponibili. Finalmente decorosa, spaziosa e luminosa con un’area trattamentale al primo piano con una palestra attrezzata, barberia, aule per la didattica e l’infermeria. Insomma, un salto in avanti rispetto al passato caratterizzato da celle anguste e insalubri capaci, assieme alle altre restrizioni, di annientare la persona durante la detenzione. Oggi la scelta, anche di natura architettonica, sembra seguire indirizzi mirati a venire incontro maggiormente ai diritti dei reclusi. In poche parole l’umanizzazione della pena. Saranno – una volta a regime – un centinaio i detenuti – tutti della sezione massima sicurezza e appartenenti alla criminalità organizzata che occuperanno gli spazi appena realizzati dell’area costruita ex novo del carcere di Badu e Carros di Nuoro. Celle con due tre letti e un bagno ampio con doccia e riscaldamento sotto il pavimento.

Ma se tra poco più di meno la popolazione carceraria crescerà sensibilmente non è però previsto un rinforzo nei ranghi degli agenti di polizia penitenziaria. Un timore reso palese anche ieri dai rappresentanti delle varie sigle sindacali preoccupati per l’ingente carico di lavoro e per la difficoltà di coniugare sicurezza e affidabilità con gli organici oggi decisamente insufficienti.

È stato inaugurato ieri mattina il nuovo braccio del carcere nuorese, dopo anni di lavori andati avanti a singhiozzo fin al decisivo sprint finale. Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza delle autorità civili, con in testa il sindaco di Nuoro Andrea Soddu, e religiose (con il vescovo Mosè Marcia) del territorio che hanno voluto toccare con mano quanto di buono si possa fare per migliorare la qualità della detenzione. A fare gli onori di casa la direttrice Patrizia Incollu e il provveditore regionale alle carceri Marcello Veneziano, anni fa anche lui direttore a Nuoro in una stagione particolarmente complessa. Ieri, durante il rapido sopralluogo nei rinnovati spazi, i dirigenti non hanno nascosto quello che si diceva ormai da settimane sulla tipologia dei detenuti che arriveranno nel padiglione. «Saranno 97 e arriveranno in parte dal carcere di Massama e gli altri dai penitenziari della penisola. Tutti appartengono alle associazioni criminali, prevalentemente camorra, mafia e ndrangheta», ha rimarcato Veneziano che non paventa alcun timore per la presenza in massa di detenuti di questa tipologia. «Ormai un terzo dei reclusi delle carceri sarde appartengono alla criminalità organizzata e la tenuta del sistema non ha mostrato pecche né particolari problemi di tenuta – ha ribadito il provveditore regionale, siamo dunque tranquilli che sarà così anche con i nuovi arrivati, malgrado la carenza di organici».

La direttrice Incollu dal canto suo ha voluto rimarcare il nuovo corso che il padiglione di fatto inaugura. «Il segno del cambiamento è chiaro dall’apertura di una struttura moderna, spaziosa ed efficiente che intende tutelare la dignità del detenuto» .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative