La Nuova Sardegna

Nuoro

Camera di commercio, Cicalò rimane presidente

di Paolo Merlini
Camera di commercio, Cicalò rimane presidente

Alla terza votazione utile la corsa dell’avversario Bornioli si ferma a 7 voti su 19 L’inedita alleanza tra Confindustria e mondo dell’agricoltura, Coldiretti in testa

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NUORO. Fallisce la corsa del presidente dell’associazione industriali della Sardegna centrale alla poltronissima della Camera di commercio: Roberto Bornioli, pur ottenendo più di un terzo dei 19 voti delle associazioni di categoria rappresentate nell’assemblea dell’ente, non può che prendere atto della riconferma di Agostino Cicalò, presidente uscente dopo il suo primo mandato quinquennale. Dopo due fumate nere, alla terza votazione utile, Cicalò vede confermate le preferenze dei precedenti scrutini (12) e viene rieletto presidente della Camera nuorese per altri cinque anni. C’è una spaccatura, però, non sotterranea o fatta di alleanze giocate nei corridoi, ma assolutamente palese, che vede l’inedita alleanza in chiave antiCicalò tra gli industriali e il mondo dell’agricoltura, quest’ultimo schierato al gran completo con (e per) il presidente di Confindustria: per Bornioli votano tra gli altri Alessandro Serra e Simone Cualbu di Coldiretti e Salvatore Bussu a nome di Cia e Confagricoltura. Un’alleanza inedita quanto insolita, se si pensa che solo pochi anni fa proprio la Coldiretti nuorese si era costituita parte civile nel processo per l’inquinamento delle cosiddette “pecore nere” che vedeva al centro la centrale elettrica Ottana Energia, di cui il presidente della Confindustria nuorese è stato direttore generale sino alla chiusura definitiva lo scorso gennaio.

Una spaccatura, sia pure sbilanciata a favore di Cicalò, forte del 64 per cento delle preferenze dell’assemblea, evidenziata ancora prima che nell’urna nelle dichiarazioni che hanno preceduto la votazione. Serra (Coldiretti) critica la mancanza di un programma da parte di Cicalò, non vede un piano di sviluppo per i prossimi cinque anni, durante i quali, assicura, «saremo molto vigili». Ancora più critica la voce della Confartigianato, schierata con Bornioli: Giuseppe Pireddu definisce ai limiti «dell’arroganza» la presidenza Cicalò, e così anche la Cia, confederazione italiana agricoltura, che per bocca di Bussu parla di un atteggiamento «non inclusivo» da parte del presidente uscente. Totoni Sanna (Legacoop) e Sara Marotto (Cna) al contrario si schierano apertamente con Cicalò.

Durissimo nel suo intervento lo stesso Bornioli, che apre denunciando una mancanza di trasparenza riguardo alle due precedenti votazioni delle scorse settimane («non vedo i verbali», lamenta). Ma è solo l’antipasto di una sfilza di accuse, anche sul piano personale, verso Agostino Cicalò, alle quali l’interessato replicherà in un breve discorso soltanto dopo l’elezione (vedi articolo a fianco). Bornioli parla «di impegni non rispettati» , descrive un «presidente troppo accentratore», mette sul tavolo anche l’accusa di «troppi incarichi» (Cicalò, presidente dell’Ascom Confocommercio, guida anche l’Unioncamere regionale). Il suo mandato non avrebbe tenuto nel giusto conto le associazioni di categoria, trascurandone le aspettative, in particolare degli industriali e dell’agricoltura. Bornioli denuncia promesse di accordi “elettorali” cadute nel vuoto e di appelli all’unità poi disattesi dallo stesso presidente. Accuse che dopo la riconferma dell’incarico (che, va ricordato, dopo la riforma delle Camere nel 2017 non dà diritto ad alcuna indennità) Cicalò rispedisce in pieno al mittente.

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