La Nuova Sardegna

Nuoro

Comune e Cgm insieme contro le devianze minorili

di Kety Sanna
Comune e Cgm insieme contro le devianze minorili

Siglato protocollo d’intesa per la presa in carico dei giovani dell’area penale Il sindaco: «Rafforzeremo l’integrazione con un miglior servizio per il territorio»

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NUORO. Protocollo di intesa tra il Comune e il Cgm, il Centro per la giustizia minorile per la Sardegna per la presa in carico dei minori e giovani adulti dell’area penale. Ieri mattina il sindaco di Nuoro Andrea Soddu, il direttore del Centro per la giustizia minorile per la Sardegna, Giampaolo Cassitta e Maria Grazia Mazzoni, responsabile Ussm (Ufficio servizio sociale per i minorenni area Sassari-Nuoro) hanno firmato il documento a favore dei giovani che hanno avuto problemi con la giustizia. I servizi sociali del Comune e quelli del Centro per la giustizia minorile studieranno infatti percorsi mirati per favorire l’uscita di minori dal circuito penale accompagnandoli verso l’autonomia personale e creando interventi personalizzati per promuovere la prevenzione della delinquenza minorile.

«Rafforzeremo l’integrazione tra le due istituzione per offrire un migliore servizio pubblico a favore dei ragazzi che entrano nell’istituto penale malgrado loro, ma anche alle famiglie, alla comunità e a tutto il territorio. Per affrontare il problema della devianza minorile – ha detto il primo cittadino – occorre offrire servizi adeguati. Non sempre però, si è in grado di farlo, non per volontà ma per carenza di personale. Il Comune saluta perciò con soddisfazione questa intesa, sicuri che la logica di presentare il problema fatto in maniera correttiva e interattiva tra istituzioni, possa mitigare il grave disagio sociale della devianza minorile». Problema che stando ai dati nel Nuorese non sarebbe così accentuato come in altre realtà isolane. «In questo territorio – ha detto Mazzone – non esistono forme di criminalità organizzata oppure l’utilizzo dei minori in attività devianti. I numeri sulla devianza non sono preoccupanti e questo è un dato importante perché vuol dire che c’è ancora un tessuto sociale che tiene e c’è un lavoro sulle famiglie e sui minori. Quello che è stato sottoscritto sono azioni che facciamo da anni in questo territorio. L’operatività anticipa quasi sempre i protocolli che vengono firmati a livello istituzionale e nascono da un agire professionale. Creare e rafforzare le intese tra istituzioni però è importante perchè può dar vita a nuovi scenari e nuove proposte progettuali a favore dell’utenza. È fondamentale che si preveda la possibilità di fare anche altro: prevenzione e progettazione devono andare al di là di ciò che già facciamo perché le situazioni che si presentano sono sempre più complesse».

«Il discorso dei protocolli – ha continuato Cassitta – è sempre molto complicato ma è un momento per riportare tutto alla semplicità delle cose. I ragazzi sono la cosa più importante che abbiamo – ha spiegato – e con questa iniziativa vogliamo rimettere al centro il minore. Il protocollo ci porta a ragionare sui problemi che la comunità affronta. Oggi viviamo in una società liquida che ci sfugge di mano e il controllo genitoriale sta mancando. Nei piccoli centri, prima il controllo sociale era una garanzia, ora però non c’è più. Perciò il protocollo serve a riprendere in mano alcuni aspetti e mettere al centro i giovani. Significa fermarsi e cercare di comprendere il mondo in cui vivono. Dobbiamo riprendere a parlare con loro».

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