l’ex assessore della giunta bianchi
«Stato latitante da troppo tempo»
Daga, già titolare del Bilancio: con il populismo non si cresce
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NUORO. «Per un ente locale l’indebitamento non è di per sé un elemento negativo, in quanto può servire, o come nel caso di Nuoro, è servito in passato, a finanziare le infrastrutture necessarie per la comunità. Infatti, i debiti fuori bilancio a cui siamo chiamati a rispondere come collettività, si riferiscono, almeno per il 90%, a espropri per pubblica utilità attraverso i quali Nuoro si è sviluppata». A parlare è l’ex assessore comunale del Bilancio Tore Daga, in carica ai tempi dell’amministrazione capitanata dal sindaco Sandro Bianchi. «Negli anni, la città si è indebitata non per pagare le spese correnti ma solo per opere pubbliche e altri tipi di investimenti – spiega Daga –. Dunque le valutazioni politiche del caso, devono essere necessariamente contestualizzate, diversamente, affermare che “queste situazioni debitorie” non le ha create l’attuale amministrazione bensì altri, significa non avere dignità e credibilità politica».
«Può darsi che l’amministrazione Soddu non sia responsabile per la situazione in cui si trovi, cosa di cui dubito fortemente – dice ancora Daga –, ma lo diventerà se non fa nulla per cambiarla. Occorre un’azione forte e di grande responsabilità, ovvero il sindaco Soddu si deve dimettere e dichiarare il dissesto. Basta con la continua e nauseabonda consuetudine di attribuire le responsabilità agli altri. Un meccanismo questo, usato con disinvoltura, ogni volta che l’attuale amministrazione, non vuole assumersi le proprie responsabilità. Naturalmente, ciò gli ha permesso fino ad ora, di evitare rischi politico-reputazionali, contemporaneamente, però, ha impedito, ai populisti nostrani, di crescere. Credo che per l’amministrazione Soddu sia arrivato il momento di rispondere delle proprie azioni poiché, nell’analisi politica ma anche tecnica, dell’attuale sindaco, vi sono distonie importanti e forti contraddizioni. Vorrei ricordare che le stesse criticità finanziarie nonché la latitanza dello Stato e della Regione, oggi denunciate da Soddu, furono evidenziate, nel maggio 2015, da Sandro Bianchi, al tempo sindaco uscente, in un confronto pre-elettorale, nella sala della parrocchia di suor Maria Gabriella. In quella occasione – chiude l’ex assessore Daga – quelle stesse denunce, dall’attuale sindaco, furono considerate come “scuse” per giustificare la “mala amministrazione” della giunta Bianchi. Cosa è cambiato dal 2015 a oggi?». (l.p.)
«Può darsi che l’amministrazione Soddu non sia responsabile per la situazione in cui si trovi, cosa di cui dubito fortemente – dice ancora Daga –, ma lo diventerà se non fa nulla per cambiarla. Occorre un’azione forte e di grande responsabilità, ovvero il sindaco Soddu si deve dimettere e dichiarare il dissesto. Basta con la continua e nauseabonda consuetudine di attribuire le responsabilità agli altri. Un meccanismo questo, usato con disinvoltura, ogni volta che l’attuale amministrazione, non vuole assumersi le proprie responsabilità. Naturalmente, ciò gli ha permesso fino ad ora, di evitare rischi politico-reputazionali, contemporaneamente, però, ha impedito, ai populisti nostrani, di crescere. Credo che per l’amministrazione Soddu sia arrivato il momento di rispondere delle proprie azioni poiché, nell’analisi politica ma anche tecnica, dell’attuale sindaco, vi sono distonie importanti e forti contraddizioni. Vorrei ricordare che le stesse criticità finanziarie nonché la latitanza dello Stato e della Regione, oggi denunciate da Soddu, furono evidenziate, nel maggio 2015, da Sandro Bianchi, al tempo sindaco uscente, in un confronto pre-elettorale, nella sala della parrocchia di suor Maria Gabriella. In quella occasione – chiude l’ex assessore Daga – quelle stesse denunce, dall’attuale sindaco, furono considerate come “scuse” per giustificare la “mala amministrazione” della giunta Bianchi. Cosa è cambiato dal 2015 a oggi?». (l.p.)
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