Morta in ospedale, nuove indagini
Il gip dispone altri accertamenti sul caso del decesso di una venticinquenne
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NUORO. Il gip Claudio Cozzella, alla scorsa udienza, aveva deciso di prendere qualche giorno di tempo, prima di decidere se, come aveva richiesto la parte civile, le indagini sulla morte di Francesca Debuggias, non solo non andavano archiviate ma anzi riaperte. E in questi giorni, il giudice ha depositato e motivato la sua decisione e ha stabilito che l’inchiesta sulla morte della giovane nuorese – morta il 19 luglio 2017 all’ospedale san Francesco di Nuoro a poche ore dal ricovero – deve essere riaperta. È una vittoria su tutta la linea, dunque, per gli avvocati Alessandro Tuvoni e Francesco Carboni che tutelano i familiari della giovane. Il gip, nel motivare la sua scelta, spiega che «la richiesta di archiviazione depositata dal pm non può trovare accoglimento», e sottolinea che in particolare, dopo aver esaminato gli atti, ha rilevato la «mancanza di documentazione potenzialmente rilevante ai fini della questione per cui si procede nonché l’assenza di sommarie informazioni che potrebbero fornire ulteriori informazioni».
E per queste ragioni, dunque, il gip Cozzella ha ritenuto che «appare opportuno eseguire ulteriori indagini» per capire se vi siano state responsabilità da parte di terzi nella morte della giovane Francesca Debuggias. La giovane era entrata al Pronto soccorso con un forte mal di testa alle 2.52 del 19 luglio, ed era entrata in coma alle 9.33. Per l’Asl non c’era stata alcuna negligenza, dietro quella morte che i familiari da subito avevano trovato assurda. E anche per la Procura che infatti aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, si trattava di una morte inevitabile, dovuta a una ischemia cerebrale. Il gip ha ritenuto invece di riaprire le indagini e di disporre una nuova consulenza medico-legale sui documenti che risultano già agli atti dell’inchiesta. Per eseguire queste nuove indagini, il giudice ha assegnato sei mesi di tempo. Si torna in udienza a dicembre. (v.g.)
E per queste ragioni, dunque, il gip Cozzella ha ritenuto che «appare opportuno eseguire ulteriori indagini» per capire se vi siano state responsabilità da parte di terzi nella morte della giovane Francesca Debuggias. La giovane era entrata al Pronto soccorso con un forte mal di testa alle 2.52 del 19 luglio, ed era entrata in coma alle 9.33. Per l’Asl non c’era stata alcuna negligenza, dietro quella morte che i familiari da subito avevano trovato assurda. E anche per la Procura che infatti aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, si trattava di una morte inevitabile, dovuta a una ischemia cerebrale. Il gip ha ritenuto invece di riaprire le indagini e di disporre una nuova consulenza medico-legale sui documenti che risultano già agli atti dell’inchiesta. Per eseguire queste nuove indagini, il giudice ha assegnato sei mesi di tempo. Si torna in udienza a dicembre. (v.g.)
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