I detenuti di Mamone «Cari studenti non usate la droga»

“Il carcere va a scuola”, progetto di educazione alla legalità I reclusi della Colonia penale con gli allievi dell’Itc Satta 

MAMONE. “Il carcere va a scuola” è il nome del progetto che ha visto protagonisti gli alunni dell’Istituto Itc Satta di Nuoro e i detenuti-alunni della Casa di reclusione di Mamone. L’iniziativa è stata portata avanti, riprendendo il tema “Educazione alla legalità e bullismo”, dal dirigente scolastico del Cpia Antonio Alba e dalle docenti Maria Lucia Sannio e Raffaela Podda, in collaborazione con la dirigente dell’Itc Satta Pierina Masuri e con le docenti Carmela Podda, Gabriela Mastio e Gavina Manunta. «Il progetto mira a far conoscere la realtà del carcere e dell’esclusione sociale, e a far riflettere sul tema della legalità attraverso scritti e testimonianze» hanno precisato i docenti. Ed è con questa prospettiva che sette detenuti-alunni della scuola di Mamone, in permesso premio, hanno partecipato al dibattito con gli studenti dell’Itc Satta di Nuoro sul tema della legalità e bullismo. Sono stati letti i testi scritti dagli alunni di Mamone.

Il momento più coinvolgente è stato il confronto tra i detenuti e i ragazzi. L’incontro appassiona molto gli alunni in uno scambio di esperienze e curiosità difficilmente vivibili se non in un momento così privilegiato.

I detenuti hanno esposto con serenità i momenti di difficoltà della propria vita, senza vergogna ma con molta attenzione e pudore a sottolineare gli errori che li hanno portati in prigione (in modo particolare l’uso e lo spaccio della droga) e il mancato ascolto delle sollecitazioni parentali più volte disattese.

I ragazzi hanno fatto tante domande ai detenuti con molte curiosità, dalle più banali alle più profonde della vita carceraria ma soprattutto sulla mancanza della libertà, mancanza degli affetti e delle cose più banali che una persona che vive fuori non immagina minimamente quanto possano essere importanti (tipo il desiderio di un gelato d’estate o di una bibita fresca o un cappuccino caldo o l’acqua calda per la doccia d’inverno). Il consiglio dei detenuti è: «non usare droga perché è una morte lenta e non spacciare perché la droga porta solo sofferenza e la fine della vita».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes