Cantiere in via don Bosco il Comune: demolite tutto
di Valeria Gianoglio
L’ente locale ha rigettato le osservazioni presentate dall’impresa Carboni Scaduto il preavviso arriva la diffida per «lavori difformi da quanto approvato»
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NUORO. I dieci giorni di tempo che il Comune aveva concesso all’impresa per presentare i documenti ritenuti necessari per mettere in regola i lavori in corso, sono scaduti. E i documenti e le osservazioni presentati lo scorso 28 maggio dal titolare dell’impresa Immobiliare Nuova snc, Mauro Carboni, secondo lo stesso Comune, non sono stati affatto convincenti, tant’è che l’ente li ha rigettati spiegandone il perché. E così, in queste ore, quello che fino a poco più di una settimana fa, era un semplice “preavviso a demolire”, è diventato una “diffida” vera e propria. Ovvero una imposizione decisa a demolire quanto realizzato finora, perché, si legge nell’ordinanza comunale del servizio urbanistica, gli interventi edilizi in questione, in via don Bosco, sono stati «eseguiti in assenza di titolo e difformi da quanto approvato con il procedimento unico dell’immobile sito in via don Bosco sul quale sono in corso di esecuzione i lavori di sbancamento e la realizzazione di una media struttura di vendita».
Il Comune di Nuoro, già dalle scorse settimane, aveva contestato all’impresa alcune irregolarità. A cominciare dal fatto che, come spiega l’ente nell’ordinanza di demolizione emessa il 30 maggio, «gli interventi edilizi così realizzati sono stati eseguiti in misura maggiore a quelli segnalati nelle ordinanze sindacali che ordinavano la messa in sicurezza dei terrapieni posti a ridosso della via don Bosco e via Marongiu, e in violazione delle stesse poiché dovevano essere preventivamente concordati con il settore Lavori pubblici di questo Comune».
Anziché essere concordati, spiega ancora il Comune, «sono stati realizzati ulteriori manufatti lungo il terrapieno della via don Bosco non autorizzati e difformi dal progetto originario, come pure sono stati eseguiti ulteriori muri di contenimento in cemento armato con le strutture di fondazione, anche sul versante nord a confine con altra proprietà privata, che nulla hanno a che vedere con la messa in sicurezza dei terrapieni indicati nella ordinanza e così accertato dal personale di questo ufficio». L’impresa e il titolare, il geometra Carboni, dal canto suo, dopo le prime ordinanze, e annessi richiami da parte del Comune, aveva spiegato che se mancanze e carenze, da parte sua, c’erano state, erano state di natura burocratica, legata a notifiche e mail ma che in ogni caso l’impresa aveva tutti i permessi per costruire e non aveva commesso alcun illecito amministrativo. Il primo rilievo che il Comune aveva fatto all’impresa era infatti legato a una omessa comunicazione di inizio lavori.
Il Comune di Nuoro, già dalle scorse settimane, aveva contestato all’impresa alcune irregolarità. A cominciare dal fatto che, come spiega l’ente nell’ordinanza di demolizione emessa il 30 maggio, «gli interventi edilizi così realizzati sono stati eseguiti in misura maggiore a quelli segnalati nelle ordinanze sindacali che ordinavano la messa in sicurezza dei terrapieni posti a ridosso della via don Bosco e via Marongiu, e in violazione delle stesse poiché dovevano essere preventivamente concordati con il settore Lavori pubblici di questo Comune».
Anziché essere concordati, spiega ancora il Comune, «sono stati realizzati ulteriori manufatti lungo il terrapieno della via don Bosco non autorizzati e difformi dal progetto originario, come pure sono stati eseguiti ulteriori muri di contenimento in cemento armato con le strutture di fondazione, anche sul versante nord a confine con altra proprietà privata, che nulla hanno a che vedere con la messa in sicurezza dei terrapieni indicati nella ordinanza e così accertato dal personale di questo ufficio». L’impresa e il titolare, il geometra Carboni, dal canto suo, dopo le prime ordinanze, e annessi richiami da parte del Comune, aveva spiegato che se mancanze e carenze, da parte sua, c’erano state, erano state di natura burocratica, legata a notifiche e mail ma che in ogni caso l’impresa aveva tutti i permessi per costruire e non aveva commesso alcun illecito amministrativo. Il primo rilievo che il Comune aveva fatto all’impresa era infatti legato a una omessa comunicazione di inizio lavori.
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