il caso
«Monte Ortobene: troppi vincoli e molto abbandono»
NUORO. «È l’ennesima estate sprecata per chi avrebbe voluto concedersi un po’ di vacanza sull’Ortobene. L’amministrazione punta(va) fortemente sul progetto RiMonte, progetto per la valorizzazione del...
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NUORO. «È l’ennesima estate sprecata per chi avrebbe voluto concedersi un po’ di vacanza sull’Ortobene. L’amministrazione punta(va) fortemente sul progetto RiMonte, progetto per la valorizzazione del monte Ortobene di Nuoro, un progetto ambizioso ma che non riesce a partire – probabilmente mai partirà – un po’ per la scarsa competenza degli amministratori locali, un po’ per la mancanza di idee progettuali, un po per la poca voglia di reperire denaro al di fuori di Mamma Regione»: per il presidente del gruppo Salvaguardia Monte Ortobene, Pietro Mureddu, dunque, il monte è «una montagna abbandonata». «Una meta fissa di visitatori maleducati e coppiette indisciplinate, dove tutti si sentono in diritto di fare quello che vogliono – aggiunge Mureddu – la montagna dei vincoli, dove per istituire una Zona di Protezione Speciale (Zps), un piano di gestione (che non funziona) e un Comitato portatori di interesse ci sono voluti più di 10 anni. All’interno del CPdI è stato selezionato un team di naturalisti che tutto vogliono fuorché far ripartire il monte Ortobene in termini di turismo. Il monte dev’essere libero da vincoli inutili. Come per esempio la Zps Monte Ortobene, una direttiva Habitat che non ha senso di esistere in questa parte di monte e dovrebbe essere riperimetrata nella zona di Jacu Piu». Nella sua segnalazione, Mureddu denuncia anche un altro problema. «Andrebbe rivisto il Piano Urbanistico Comunale e la sua zona H salvaguardia ambientale – dice – che poco ci sta a fare con una zona di protezione speciale, il vincolo oasi faunistica, il vincolo archeologico, il vincolo idrogeologico. Dobbiamo cercare di rendere fruibile quella parte di monte dove non ha senso che certi vincoli esistano e lasciare spazio alle attività turistiche. Dobbiamo dare la possibilità a chi vorrebbe investire del denaro di poterlo fare con tranquillità, senza dover passare dalla Regione Sardegna per Valutazioni ambientali o di incidenza che altro non fanno che scoraggiare l’investitore. Come si fa a vincolare tutta la montagna quando potrebbe essere una risorsa turistica d’eccellenza? Come si fa a promuovere il turismo quando mancano servizi essenziali come le fogne?».
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