La Nuova Sardegna

Nuoro

il caso 

Bancarotta documentale, a giudizio

A processo Bellodi. La difesa: «Non si occupava della contabilità»

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NUORO. La difesa ne sostiene l’assoluta innocenza e già da ieri, alle prime battute del processo, ha lasciato intravedere le sue carte: ovvero che Armando Bellodi, imputato con l’accusa di aver favorito una “bancarotta documentale”, in realtà, in quella bancarotta non c’entri proprio niente perché non aveva curato lui la contabilità dell’azienda in questione. Per l’accusa, sostenuta in aula dal pm Emanuela Porcu, invece, il ragionier Bellodi è stato concorrente materiale nella bancarotta di una società dell’imprenditore Franco Cancellu: la Planetal srl, in liquidazione, dichiarata fallita dal tribunale di Nuoro con una sentenza datata 10 maggio 2013. Per l’accusa, dunque, Armando Bellodi, in qualità di depositario di fatto delle scritture contabili, «sottraeva o distruggeva varie scritture contabili, e segnatamente l’intera contabilità degli anni intercorrenti tra la data di costituzione della società al 2006, le schede contabili, le fatture di acquisto e vendita», e altri atti dal 2010 al fallimento. Secondo l’accusa, l’obiettivo era quello di «impedire al curatore fallimentare la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari». Ieri in udienza è stata sentita come testimone proprio il curatore fallimentare Maria Eugenia Cosseddu. La difesa di Bellodi, rappresentata dagli avvocati Fabio Varone e Tore Marteddu, Bellodi non ha sottratto alcun documento contabile al curatore fallimentare, anche perché non era lui a occuparsi della contabilità della ditta. Né ha commesso alcun falso: non esiste prova che il verbale di consegna dei documenti in occasione di una verifica fiscale su un’altra società, la Medial, sia stato falsificato. (v.g.)

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