Deledda si difende: ho combattuto la trichinella
Il sindaco di Orgosolo a giudizio per favoreggiamento insieme con due ex assessori comunali
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NUORO. Il processo sulla trichinellosi a Orgosolo si avvia alla conclusione. Nella tarda mattinata di ieri il sindaco del paese, Dionigi Deledda, imputato insieme gli ex assessori comunali Francesco Battacone e Antonio Luigi Cossu: il primo a giudizio con l’accusa di favoreggiamento, gli altri due di falso in atto pubblico, ha chiesto di essere sottoposto ad esame davanti al giudice Teresa Castagna. «Nel 2011 ero sindaco da un anno e vennero ricoverate 25 persone per la trichinella. Per affrontare il fenomeno, visto che non esisteva un protocollo da seguire, avevamo iniziato a collaborare con la Regione e lo Zooprofilattico nel tentativo di debellarlo. Il Comune – ha aggiunto Deledda – si era impegnato ad accogliere i campioni e le carcasse da analizzare, semplicemente compilando una scheda. Poi attraverso l’Agrip avveniva lo smaltimento con pagamento del servizio e rilascio di una “bolla”». Alla domanda del pm Bocciarelli, sul problema sollevato dal comandante dei vigili urbani, Tendas, in merito all’individuazione delle persone che portavano i campioni o le carcasse degli animali da smaltire, il sindaco ha risposto: «Ai sindaci non veniva richiesto il nome del proprietario dell’animale visto che, la maggior parte dei capi erano bradi. Io – ha proseguito Deledda – firmavo le ordinanze e non mi preoccupavo di sapere chi portasse i campioni». L’avvocato di Deledda, Marco Basolu, ha rimarcato come il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, sentito in precedenza in aula, avesse fatto riferimento a all’utilizzo di un’ordinanza del precedente sindaco Francesco Meloni che, al contrario, non aveva mai avuto problemi. «Serviva con urgenza smaltire le carcasse e si era usato un provvedimento con il quale il mio predecessore aveva operato qualche anno prima». I fatti contestati ai tre imputati, difesi dagli avvocati Basolu, Tullio Moni e Marcello Mereu, riguardano la gestione dell’emergenza e i dubbi sollevati da un esposto anonimo, sulla reale esistenza di un allevatore che, sotto il nome di Antonio Balia, aveva presentato al Comune una scheda e i campioni del suino abbattuto. Secondo l’accusa, invece, a presentare le schede fasulle sarebbe stato l’assessore Battaccone. Il 16 luglio il giudice vorrà risentire il comandante dei vigili urbani. A ottobre la sentenza. (k.s.)
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