«Dialogo in difesa del San Francesco»
di Giusy Ferreli
L’assessore Arru alla deputata Lapia: «Proponga norme che ci sciolgano dai lacci della burocrazia su personale e spesa»
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NUORO. «Da nuorese e medico dico di avere particolarmente a cuore l’ospedale San Francesco dove ho lavorato per trent’anni, da assessore regionale alla Sanità credo che sarebbe molto più importante se l’onorevole Mara Lapia aiutasse Nuoro e il sistema sanitario presentando proposte di legge urgenti che mi permetto di suggerirle». All’indomani della denuncia della parlamentare pentastellata sull’incresciosa situazione che si è registrata nei giorni scorsi al pronto soccorso del presidio nuorese, Luigi Arru, ematologo prestato alla politica rompe gli indugi. E si dice pronto a incontrare il deputato per discutere pubblicamente dei problemi che attanagliano la sanità, impastoiata da lacci e lacciuoli burocratici, per aiutare i cittadini a capire cosa sta succedendo nelle retrovie.
Assessore, lei parla di suggerimenti in merito a proposte di leggi urgenti che potrebbero risollevare le sorti della sanità. Quali sono?
«L’onorevole Lapia aiuti la Sardegna a evitare il rischio del commissariamento. Lei sa che se non avessimo resistito come giunta regionale, saremmo stati commissariati. Il che significa blocco totale del turn-over e aumento delle tasse, Irpef e Irap. Le chiederei di proporre una norma che eviti questo rischio».
C’è però la questione dell’organico che, secondo quanto riferisce il deputato Lapia, sarebbe ridotto all’osso, almeno in pronto soccorso. Due medici a turno per tutta l’estate. Soluzioni?
«Una norma che potrebbe proporre è quella relativa alla copertura per aumentare il numero di specializzandi, dagli attuali 6mila ad almeno 8mila, in particolare nelle specialità di anestesia e rianimazione e medicina d’urgenza. O ancora, in alternativa le chiederei di introdurre una legge che superi il requisito che richiede specialità per accedere nel servizio sanitario. Proponga anche una norma per semplificare le stabilizzazioni e le assunzioni e che impedisca nel computo del disavanzo di valorizzare i lavoratori che usufruiscono della legge 104, in alcuni casi il 30 per cento del personale. Un’altra soluzione sarebbe quella di far transitare come dipendenti i medici del 118, permettendo che il personale possa lavorare nel sistema territoriale ed ospedaliero dell’emergenza».
Arredi ridotti al minimo e attese lunghissime per gli esami. Ha dei suggerimenti anche per questo?
«Chiederei all’onorevole Lapia di presentare una legge che semplifichi, nel rispetto dell’attuale codice, gli appalti per rinnovare le apparecchiature e trasformare i nostri ospedali in strutture moderne. Infine faccia sapere se è nella stessa linea del M5S, che nel 2013, presentò interrogazione sul Project financing di Nuoro. Siamo andati a vedere il contratto alla luce di quella interrogazione e abbiamo deciso di riportare legittimità e di tutelare l’interesse pubblico. A questo proposito vorrei ricordare che è tuttora aperta un a controversia che impedisce di utilizzare parte degli spazi e attrezzature degli ospedali, in particolare le apparecchiature radiologiche. Infine urgentissimo, proponga che l’accordo del 2007 tra la Regione e il Governo, venga rispettato. In questa maniera si ridurrebbero accantonamenti, in misura proporzionale alla introduzione di nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea), di nuovi farmaci innovativi e di un nuovo piano nazionale prevenzione. In questi punti si trovano alcune delle soluzioni che potrebbero dare risposte rapide ai cittadini. Prego l’onorevole Lapia di iniziare rapidamente a fare progetti cantierabili, così come dice la sua collega senatrice Nugnes. Ne abbiamo bisogno».
Lei si è detto disponibile a un incontro pubblico sui temi della sanità. È pronto a dialogare con il Movimento 5 stelle in nome del diritto alla salute dei nuoresi e dei sardi?
«Sì».
Assessore, lei parla di suggerimenti in merito a proposte di leggi urgenti che potrebbero risollevare le sorti della sanità. Quali sono?
«L’onorevole Lapia aiuti la Sardegna a evitare il rischio del commissariamento. Lei sa che se non avessimo resistito come giunta regionale, saremmo stati commissariati. Il che significa blocco totale del turn-over e aumento delle tasse, Irpef e Irap. Le chiederei di proporre una norma che eviti questo rischio».
C’è però la questione dell’organico che, secondo quanto riferisce il deputato Lapia, sarebbe ridotto all’osso, almeno in pronto soccorso. Due medici a turno per tutta l’estate. Soluzioni?
«Una norma che potrebbe proporre è quella relativa alla copertura per aumentare il numero di specializzandi, dagli attuali 6mila ad almeno 8mila, in particolare nelle specialità di anestesia e rianimazione e medicina d’urgenza. O ancora, in alternativa le chiederei di introdurre una legge che superi il requisito che richiede specialità per accedere nel servizio sanitario. Proponga anche una norma per semplificare le stabilizzazioni e le assunzioni e che impedisca nel computo del disavanzo di valorizzare i lavoratori che usufruiscono della legge 104, in alcuni casi il 30 per cento del personale. Un’altra soluzione sarebbe quella di far transitare come dipendenti i medici del 118, permettendo che il personale possa lavorare nel sistema territoriale ed ospedaliero dell’emergenza».
Arredi ridotti al minimo e attese lunghissime per gli esami. Ha dei suggerimenti anche per questo?
«Chiederei all’onorevole Lapia di presentare una legge che semplifichi, nel rispetto dell’attuale codice, gli appalti per rinnovare le apparecchiature e trasformare i nostri ospedali in strutture moderne. Infine faccia sapere se è nella stessa linea del M5S, che nel 2013, presentò interrogazione sul Project financing di Nuoro. Siamo andati a vedere il contratto alla luce di quella interrogazione e abbiamo deciso di riportare legittimità e di tutelare l’interesse pubblico. A questo proposito vorrei ricordare che è tuttora aperta un a controversia che impedisce di utilizzare parte degli spazi e attrezzature degli ospedali, in particolare le apparecchiature radiologiche. Infine urgentissimo, proponga che l’accordo del 2007 tra la Regione e il Governo, venga rispettato. In questa maniera si ridurrebbero accantonamenti, in misura proporzionale alla introduzione di nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea), di nuovi farmaci innovativi e di un nuovo piano nazionale prevenzione. In questi punti si trovano alcune delle soluzioni che potrebbero dare risposte rapide ai cittadini. Prego l’onorevole Lapia di iniziare rapidamente a fare progetti cantierabili, così come dice la sua collega senatrice Nugnes. Ne abbiamo bisogno».
Lei si è detto disponibile a un incontro pubblico sui temi della sanità. È pronto a dialogare con il Movimento 5 stelle in nome del diritto alla salute dei nuoresi e dei sardi?
«Sì».
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