«Amianto, basta ritardi»
di Federico Sedda
L’allarme della Cisl: le mancate bonifiche provocano morti
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MACOMER. «Sull'emergenza amianto occore superare in Sardegna il tempo perduto e, soprattutto, occorre che ai lavoratori sardi ex esposti all'amianto siano garantiti gli stessi diritti dei loro colleghi della penisola»: Questo il filo conduttore del convegno che si è tenuto l'altro ieri a Macomer per iniziativa della Cisl provinciale di Nuoro e al quale hanno partecipato gli assessori regionali alla Sanità e all'Ambiente, Luigi Arru e Donatella Spano, i parlamentari nuoresi, Pietro Pittalis (Forza Italia) e Mara Lapia ((M5S), il segretario confederale nazionale della Cisl, Angelo Colombini, Giuseppe D'Ercole della Cisl nazionale, la dirigente regionale dell'Inail, Enza Scarpa, il sindaco di Macomer, Antonio Onorato Succu e i rappresentanti nazionale e regionale dell'Aiea (associazione italiana esposti all'amianto) Laura Crudeli e Sabina Contu. Titolo del convegno: “Amianto: recuperare i ritardi, realizzare gli obiettivi”. E di ritardi della politica e delle istituzioni nell'affrontare il caso amianto in Sardegna ha parlato il segretario provinciale della Cisl, Michele Fele, nella relazione che ha introdotto i lavori. «La legge che bandisce la produzione e l'uso dell’amianto – ha ricordato Fele – è del 1992. In Sardegna, però, ci sono enormi ritardi nell’applicazione della legge non solo nei siti industriali, ma anche nelle campagne e nei centri urbani. Le mancate bonifiche e i ritardi nella sorveglianza sanitaria continuano a provocare, purtroppo, decine di morti. I dati ufficiali parlano di circa 140 morti e 180 ammalati a causa dell’esposizione a questa fibra mortale e di quantità preoccupanti di materiali nocivi, in particolare eternit, presenti nel territorio del Nuorese. Nonostante questa situazione il sito di Ottana non è stato inserito tra i siti di interesse nazionale per le bonifiche». Secondo i dati in possesso della Cisl, i siti che contengono amianto sono 2029. Di questi, 1341 sono edifici pubblici, 688 sono siti produttivi dismessi. «Ora – ha rimarcato Fele – è arrivato il momento di fermarci a riflettere per fare scelte più giuste. Non vogliamo l'industria a ogni costo ma scelte produttive che coniughino insieme lavoro, ambiente e salute dei lavoratori». Gli assessori Luigi Arru e Donatella Spano hanno garantito l'impegno della Regione per un adeguato piano per le bonifiche.
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