La Nuova Sardegna

Nuoro

Posada, chiosco smantellato

di Sergio Secci

I titolari della concessione: «Occasione persa per il centro»

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POSADA. Sarà smantellato il chiosco realizzato in piazza Belvedere a seguito del bando pubblico promosso dal comune. L’opera in avanzata fase di realizzazione, era costata sudore e sacrifici ad una giovane coppia locale che dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni da parte del comune e ufficio tutela, aveva investito un bel po’ di soldini per l’acquisto di legname e attrezzatura. Non appena il chiosco è venuto su, ci sono state però tante lamentele da parte di chi non vedeva di buon occhio l’iniziativa, in particolare ci si lamentava dell’impatto visivo creato dal manufatto e dello stravolgimento della storica piazza Belvedere. Sono fioccati esposti e denunce e alla fine, i due titolari della concessione Giovanni Nieddu e Claudia Meloni, hanno deciso di demolire il chiosco e presentare un nuovo progetto meno invasivo. «Nel novembre 2017 ho partecipato ad un bando pubblico comunale per l’assegnazione di un chiosco per la somministrazione di alimenti e bevande – dice Giovanni Nieddu – A maggio, abbiamo ottenuto la concessione e le autorizzazioni con l’impegno di realizzare anche due bagni ad uso pubblico. Abbiamo investito nell’acquisto del materiale e dell’attrezzatura e tutto ciò che gira intorno ad un attività. A causa delle varie denunce all’amministrazione comunale con l’accusa di aver rovinato la piazza e il belvedere di Posada ci vediamo costretti allo smantellamento della struttura che all’occhio di qualcuno, appariva impattante». «Secondo noi – continua – si tratta di un occasione persa perché il centro storico è privo di bagni pubblici e si rimarca spesso la carenza di servizi. Noi eravamo pronti a crearli con le nostre risorse e il nostro impegno ma non è stato possibile lottare contro l’ipocrisia che vuole che il paese cambi ma che in realtà, e dietro l’anonimato con scritti e calunnie, blocca i giovani che vorrebbero investire sul proprio futuro. Ciò che più ci dispiace, e che alcuni cittadini, non si sono minimamente preoccupati di pensare che dietro a questa storia, c’è una famiglia che per poter realizzare il chiosco, ha sostenuto ingenti spese facendo tanti sacrifici. Ringraziamo comunque tutti quelli che (tantissimi) realmente sono stati solidali nei nostri confronti. Assieme a quello di piazza Belvedere, il comune aveva autorizzato la realizzazione di altri sei chioschi per la vendita di panini, bibite, frutta, artigianato ed altro. Al momento, ne sono stati realizzati e aperti tre, quello dei giardinetti di coghe fae, a Su Tiriarzu e in viale Sardegna a San Giovanni».

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