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Alberi capitozzati, è polemica Il sindaco: interventi necessari
di Mauro Piredda
SINISCOLA. Da qualche giorno le querce di piazza San Giovanni hanno subito una potatura che ai più non è certamente passata inosservata. Le tre chiome hanno lasciato il posto a tre tronchi che, come...
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SINISCOLA. Da qualche giorno le querce di piazza San Giovanni hanno subito una potatura che ai più non è certamente passata inosservata. Le tre chiome hanno lasciato il posto a tre tronchi che, come fatto osservare da alcuni cittadini, ben si presterebbero a una rappresentazione della Passione de Nostru Sennore. «Parimos in su Gòlgota», ha infatti affermato un passante osservando il nuovo look della piazza dove sorge la chiesa parrocchiale.
«Abbiamo soltanto potato gli alberi – ha affermato il sindaco Gian Luigi Farris – e le ragioni sono molteplici: innanzitutto occorreva potarle; in secondo luogo tali chiome ospitavano troppi uccelli, con notevoli deiezioni e conseguente disagi. La piazza era continuamente sporca e anche le auto parcheggiate non subivano sorte migliore. Non parliamo poi dei cattivi odori. Si sono lamentati i commercianti e il parroco». Tra i cittadini che invece hanno manifestato contrarietà, vi è chi, come alcuni residenti del centro, parla di «capitozzatura», quando non di «decapitazione».
«La potatura dei lecci – è quanto affermato – andrebbe fatta con periodica rimonda dei rami secchi e l’asportazione di quelli più bassi, non con tagli drastici come questi che potrebbero esporre gli alberi ad attacchi di malattie fungine e a decadimento. Sarebbe invece opportuno occuparsi dei problemi igienico-sanitari presenti proprio nelle adiacenze della piazza, dove persistono due discariche e la presenza di alcune macchine da anni, ora bruciate». Il sindaco ha annunciato altre potature: «In via Roma nei pressi del 118, vi sono piante troppo alte. Interverremo anche lì».
«Abbiamo soltanto potato gli alberi – ha affermato il sindaco Gian Luigi Farris – e le ragioni sono molteplici: innanzitutto occorreva potarle; in secondo luogo tali chiome ospitavano troppi uccelli, con notevoli deiezioni e conseguente disagi. La piazza era continuamente sporca e anche le auto parcheggiate non subivano sorte migliore. Non parliamo poi dei cattivi odori. Si sono lamentati i commercianti e il parroco». Tra i cittadini che invece hanno manifestato contrarietà, vi è chi, come alcuni residenti del centro, parla di «capitozzatura», quando non di «decapitazione».
«La potatura dei lecci – è quanto affermato – andrebbe fatta con periodica rimonda dei rami secchi e l’asportazione di quelli più bassi, non con tagli drastici come questi che potrebbero esporre gli alberi ad attacchi di malattie fungine e a decadimento. Sarebbe invece opportuno occuparsi dei problemi igienico-sanitari presenti proprio nelle adiacenze della piazza, dove persistono due discariche e la presenza di alcune macchine da anni, ora bruciate». Il sindaco ha annunciato altre potature: «In via Roma nei pressi del 118, vi sono piante troppo alte. Interverremo anche lì».
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