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Nuoro

C’è un Nobel tra i banchi di scuola

di Alessandro Mele
C’è un Nobel tra i banchi di scuola

Al liceo scientifico l’avvocato tunisino Abdelaziz Essid, premiato nel 2015

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NUORO. Nell’ambito della due giorni voluta dall’Ordine degli avvocati dal titolo “Avvocature a Confronto, insieme per i diritti e per la pace”, Abdelaziz Essid, avvocato tunisino componente del “Quartetto per il dialogo” insignito nel 2015 del Premio Nobel per la pace, ha incontrato gli studenti del Liceo Scientifico, che accompagnati dai docenti hanno potuto partecipare un dibattito a tu per tu su vari temi di attualità tra i quali hanno trovato spazio discussioni su pace, religione e terrorismo islamico. Essid ha anche parlato dell’importanza dell’appartenenza al territorio di origine e dell’importanza del saper comunicare tra popoli: «Voi siete la speranza – ha detto – e correggerete questo mondo sbagliato pieno di fobie. Non c'è comunicazione tra i popoli, infatti è molto importante saper parlare le lingue. Ho imparato l’italiano anche perché amo la Sardegna e tornerò da voi ma promettetemi di imparare una lingua in più perché è importantissimo saperci comprendere appieno». Molto viva la curiosità tra i tanti ragazzi presenti che hanno voluto interagire con l’ospite: «Non è importante confrontarsi con l’appartenente di un comitato Premio Nobel – dice Riccardo Tatti, studente diciassettenne della 4G del Fermi – ma aver avuto la possibilità di conoscere una persona con molto coraggio nell’avere attuato una rivoluzione culturale nella società del suo paese. Per noi è un esempio, gli fa onore l’essere venuto a incontrarsi e per quanto ci riguarda si tratta di un’aggiunta al nostro bagaglio culturale e caratteriale». L’avvocato della Cassazione tunisina ha raccontato la sua storia fin dalla nascita alle porte del deserto per arrivare alla battaglia per la pace dopo la dittatura, invitando i giovani studenti a non abbandonare la terra d’origine: «È un peccato sapere che tanti giovani vanno a studiare al nord, vi invito a non abbandonare la vostra terra perché il senso di appartenenza è una cosa fondamentale. Tornate perché il compito di arricchire la Sardegna è solo vostro».

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