La Nuova Sardegna

Nuoro

ll tumore si combatte in équipe

di Giusy Ferreli
ll tumore si combatte in équipe

Al San Francesco i pionieri dell’approccio multidisciplinare. Oggi e domani convegno nazionale

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NUORO. Nuoro capitale isolana e ora anche italiana dell’approccio multidisciplinare nella cura dei tumori. Da qualche anno l’unità operativa di Oncologia dell’ospedale San Francesco è al centro di una prassi innovativa: la presa in carico integrata del paziente alla quale partecipano tutti gli specialisti, ognuno con le sue competenze specifiche.

Una prassi che verrà proposta su larga scala in un convegno organizzato per questo fine settimana a Oliena dal primario, Giuseppina Sarobba, e al quale parteciperanno i nomi più importanti dell’oncologia italiana. Gli argomenti da affrontare e da proporre alla platea non mancano. La dottoressa, arrivata al San Francesco nel 2015 ha trovato un team composto da diversi specialisti ben avviato su questo percorso. Così, nel corso degli ultimi anni, il San Francesco è diventato il pioniere di un modello pronto ad essere esportate nel resto dell’isola. «Siamo convinti – dice l’oncologa – che la patologia tumorale debba essere affrontata a 360 gradi, con un approccio multidisciplinare e multiprofessionale». Tanto per fare un esempio, nell’ospedale del capoluogo barbaricino ogni mercoledì lo staff di oncologi, radioterapisti, radiologi e urologici affronta i casi urologici mentre il giovedì ci si concentra sui casi ginecologici.

«Ci vediamo la mattina tutti assieme per confrontarci su cosa fare per migliorare la gestione del paziente. Questo perché – sottolinea la specialista – la terapia non è soltanto medica, radioterapica o chirurgica. Occorre integrare tutti questi aspetti per ottenere risultati migliori». Il confronto serrato tra i diversi specialisti (non si rinuncia neanche ad un aspetto delicato come quello psicologico garantito dal servizio di Psiconcologia che ha sede nello Zonchello), consente di intervenire al meglio tenendo conto dello stadio clinico del paziente. I risultati? Ci sono eccome. «Si risparmia tempo prezioso – dice Sarobba – e si evitano passaggi inutili. Inoltre con questo approccio ogni paziente ha un percorso personalizzato». La responsabile del reparto oncologico ha pensato che il modello nuorese, in linea con quello che sta accadendo in alcune regioni del nord Italia, potesse essere al centro di un convegno destinato alla condivisione dei risultati raggiunti. E dopo uno sforzo organizzativo di non poco conto ha messo in piedi l’iniziativa “Strategia integrata nel trattamento delle neoplasie genito-urinarie”, in programma oggi e domani all’hotel Su Gologone di Oliena e che vedrà coinvolti gli esperti chirurghi, radioterapisti, oncologi della Sardegna, ma anche rappresentanti nazionali, per affrontare il tema della multidisciplinarietà. Nomi di rilievo come quello di Giario Conti segretario della società italiana urologia oncologia, di Giovanni Aletti, esperto di tumore dell’endometrio, e di Giuseppina maltese, specialista del tumore dell’ovaio.

«Occorre inquadrare i dati più recenti della letteratura scientifica. E confrontarci con gli esperti nazionali sui migliori farmaci. Questo – prosegue l’oncologa – ci permette di dare la migliore assistenza ai nostri pazienti». La dottoressa Sarobba, che riveste il ruolo di coordinatore regionale Aiom (associazione italiana di oncologia medica) è convinta che questo momento di condivisione con le realtà sarde possa dare i suoi frutti. «Credo – conclude – sia un importante momento di condivisione e di confronto, nello sforzo continuo di migliorare la pratica clinica quotidiana».

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