L’Episcopio sarà centro culturale
di Lamberto Cugudda
Lavori di restauro per oltre due milioni e mezzo di euro nell’antico palazzo vescovile che risale al ’700
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TORTOLÌ. Uno dei più importanti palazzi storici cittadini verrà presto ristrutturato e tornerà a essere fruibile della comunità quale centro culturale polivalente, anche se resterà di proprietà della Diocesi. Si tratta dell’ex Episcopio (ex vescovado), sito nella via Vittorio Emanuele, lato biblioteca comunale e scuola materna monsignor Virgilio. Il palazzo, che ospitò il vescovado quando Tortolì era sede della diocesi d’Ogliastra – e lo fu per oltre un secolo, per 103 anni, dal 1824 fino al 1927 –, sarà oggetto di interventi di recupero strutturale e funzionale. A seguito degli accordi tra il ministero, la Regione e la diocesi d'Ogliastra, venne firmato dapprima un protocollo d'intesa e poi si passò alla fase più operativa.
Per i lavori dell’ex episcopio (Palazzo dei Conti Quigini-Puliga) sono stati destinati, due anni fa, 2 milioni e 250mila euro, di cui un milione e 200mila finanziati dal Mibact (ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo), 900mila dalla Regione con un emendamento approvato nella finanziaria 2016, e 150mila dalla Diocesi di Lanusei.
Lunedì mattina, l’ex sede del vescovado e del seminario ha visto la presenza dei tecnici incaricati della progettazione, di funzionari della Soprintendenza, del vescovo d’Ogliastra, Antonello Mura, e del consigliere regionale Franco Sabatini. Si è trattato di un nuovo sopralluogo in vista della presentazione, entro 90 giorni, della progettazione esecutiva di ristrutturazione da parte dei progettisti. Lo scorso fine settimana, la Diocesi ha iniziato gli interventi di messa in sicurezza dello torico palazzo, compresa la sistemazione di una nuova recinzione. L’edificio sarà quindi restituito alla comunità locale, che tiene molto a questa importante testimonianza del passato, legata alla figura dello storico e indimenticato vescovo lucano monsignor Emanuele Virgilio, che guidò la diocesi d’Ogliastra, allora con sede a Tortolì, dal maggio 1910 (ma fece ingresso nella cittadina il 5 novembre) al gennaio 1923, quando morì. Da più parti era stata sostenuta l’esigenza di recuperare e destinato a uso pubblico l’edificio di via Vittorio Emanuele. Oltre a presentare un rilevante interesse architettonico e strutturale, riveste notevole importanza anche dal punto di vista identitario e culturale per tutta la comunità locale.
Il palazzo, come è stato rimarcato in passato, fu edificato verosimilmente nel Settecento. Lo si può evincere come traspare sia dall'impianto della struttura, tipico dell'epoca, sia dalle soluzioni architettoniche adottate. Ma anche dagli archivi comunali non si conosce la data esatta di costruzione, né il nome del progettista. L'edificio di via Vittorio Emanuele consta di diversi ambienti utili dislocati su tre livelli, che dopo il restauro strutturale e la messa a norma degli impianti, avendo cura anche dell'accesso alle categorie diversamente abili, saranno riconvertiti, come venne annunciato a fine 2016, in centro culturale polivalente. Dietro vi è anche un grande orto di alcuni ettari.
Per i lavori dell’ex episcopio (Palazzo dei Conti Quigini-Puliga) sono stati destinati, due anni fa, 2 milioni e 250mila euro, di cui un milione e 200mila finanziati dal Mibact (ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo), 900mila dalla Regione con un emendamento approvato nella finanziaria 2016, e 150mila dalla Diocesi di Lanusei.
Lunedì mattina, l’ex sede del vescovado e del seminario ha visto la presenza dei tecnici incaricati della progettazione, di funzionari della Soprintendenza, del vescovo d’Ogliastra, Antonello Mura, e del consigliere regionale Franco Sabatini. Si è trattato di un nuovo sopralluogo in vista della presentazione, entro 90 giorni, della progettazione esecutiva di ristrutturazione da parte dei progettisti. Lo scorso fine settimana, la Diocesi ha iniziato gli interventi di messa in sicurezza dello torico palazzo, compresa la sistemazione di una nuova recinzione. L’edificio sarà quindi restituito alla comunità locale, che tiene molto a questa importante testimonianza del passato, legata alla figura dello storico e indimenticato vescovo lucano monsignor Emanuele Virgilio, che guidò la diocesi d’Ogliastra, allora con sede a Tortolì, dal maggio 1910 (ma fece ingresso nella cittadina il 5 novembre) al gennaio 1923, quando morì. Da più parti era stata sostenuta l’esigenza di recuperare e destinato a uso pubblico l’edificio di via Vittorio Emanuele. Oltre a presentare un rilevante interesse architettonico e strutturale, riveste notevole importanza anche dal punto di vista identitario e culturale per tutta la comunità locale.
Il palazzo, come è stato rimarcato in passato, fu edificato verosimilmente nel Settecento. Lo si può evincere come traspare sia dall'impianto della struttura, tipico dell'epoca, sia dalle soluzioni architettoniche adottate. Ma anche dagli archivi comunali non si conosce la data esatta di costruzione, né il nome del progettista. L'edificio di via Vittorio Emanuele consta di diversi ambienti utili dislocati su tre livelli, che dopo il restauro strutturale e la messa a norma degli impianti, avendo cura anche dell'accesso alle categorie diversamente abili, saranno riconvertiti, come venne annunciato a fine 2016, in centro culturale polivalente. Dietro vi è anche un grande orto di alcuni ettari.
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