LANUSEI
Veleni di Quirra un militare: molti avevano paura di parlare
LANUSEI. Processo ai veleni di Quirra: la parola passa ai testimoni delle parti civili. Dai militari che lavorarono nel Poligono sperimentale interforze, uno dei quali ieri mattina ha riferito al...
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LANUSEI. Processo ai veleni di Quirra: la parola passa ai testimoni delle parti civili. Dai militari che lavorarono nel Poligono sperimentale interforze, uno dei quali ieri mattina ha riferito al giudice monocratico del tribunale di Lanusei, Nicole Serra, le condizioni di lavoro, all’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, citato dall’avvocato Gianfranco Sollai in qualità di ex ministro della Difesa.
Se per sentire la testimonianza dell’attuale capo dello Stato, occorrerà attendere ancora, l’operatore radar Andrea Lai ieri ha ribadito quello che è stato più volte detto in aula.
«Sono stati esplosi – ha raccontato – tantissimi missili: Nike e Milan in particolare». Lai si è costituito parte civile. «Mi è stata diagnosticata una patologia tumorale alla pelle, un neo per il quale il medico legale al quale mi sono rivolto ha ravvisato il nesso di causalità con l’attività militare» ha detto il militare tuttora in servizio a Decimomannu che fatto l’elenco di militari che hanno contratto patologie tumorali. «Sono tantissimi. Molti avevano paura a dire che si erano ammalati».
Lai che si è sottoposto all’esame da parte dell’avvocato Roberto Peara, dell’accusa rappresentata dal procuratore Biagio Mazzeo e da Daniele Loi, del collegio difensivo, e ha poi risposto a una domanda specifica sulla presenza in base di capi di stato maggiore. «Sono passati al Pisq Mario Arpino, Rolando Mosca Moschini, Giampaolo di Paola, Vincenzo Camporini».
Sono gli stessi nomi e che compaiono nella lista dei testimoni di parte civile assieme agli ex sottosegretari alla Difesa, Salvatore Cicu ed Emidio Casula, entrambi sardi, il primo dal 2001 al 2006 il secondo dal 2006 al 2008 - nonché i ministri della Difesa che si sono succeduti dal 2001 al 2011 (Antonio Martino, Arturo Parisi e Ignazio La Russa) e il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.
Se per sentire la testimonianza dell’attuale capo dello Stato, occorrerà attendere ancora, l’operatore radar Andrea Lai ieri ha ribadito quello che è stato più volte detto in aula.
«Sono stati esplosi – ha raccontato – tantissimi missili: Nike e Milan in particolare». Lai si è costituito parte civile. «Mi è stata diagnosticata una patologia tumorale alla pelle, un neo per il quale il medico legale al quale mi sono rivolto ha ravvisato il nesso di causalità con l’attività militare» ha detto il militare tuttora in servizio a Decimomannu che fatto l’elenco di militari che hanno contratto patologie tumorali. «Sono tantissimi. Molti avevano paura a dire che si erano ammalati».
Lai che si è sottoposto all’esame da parte dell’avvocato Roberto Peara, dell’accusa rappresentata dal procuratore Biagio Mazzeo e da Daniele Loi, del collegio difensivo, e ha poi risposto a una domanda specifica sulla presenza in base di capi di stato maggiore. «Sono passati al Pisq Mario Arpino, Rolando Mosca Moschini, Giampaolo di Paola, Vincenzo Camporini».
Sono gli stessi nomi e che compaiono nella lista dei testimoni di parte civile assieme agli ex sottosegretari alla Difesa, Salvatore Cicu ed Emidio Casula, entrambi sardi, il primo dal 2001 al 2006 il secondo dal 2006 al 2008 - nonché i ministri della Difesa che si sono succeduti dal 2001 al 2011 (Antonio Martino, Arturo Parisi e Ignazio La Russa) e il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.
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