Gli antichi mestieri raccontati da Pau e Altea
Un viaggio nel passato insieme con l’ex sindaco e il giornalista, cultori della Nuoro di un tempo
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NUORO. Da profondi conoscitori della storia della città e dei suoi quartieri storici hanno guidato domenica mattina i visitatori e tanti nuoresi che si sono fermati in piazza San Giovanni in un suggestivo viaggio–racconto sugli antichi mestieri della città. Professioni in molti casi ormai scomparse con chi è stato per anni con la propria attività protagonista del tessuto produttivo e contemporaneamente di fenomeni sociali e culturali del capoluogo. Protagonisti del racconto il giornalista ed ex parlamentare Angelo Altea e l’agronomo ed ex sindaco di Nuoro Annico Pau. Un excursus affascinante il loro che nell’incontro organizzato dall’associazione Quattro stagioni in occasione dell’appuntamento Mastros in Nugoro nel salotto dell’ex piazza Cavallotti ha condotto verso atmosfere datate di una città che pur inserita nella periferia di una nazione già recitava grazie ad alcune personalità di rilievo (la scrittrice Grazia Deledda e Salvatore e Sebastiano Satta ma l’elenco potrebbe essere decisamente molto più lungo) una parte da protagonista nella grande storia nazionale.
Così Pau e Altea – entrambi accomunati dalla passione per la ricerca e gli approfondimenti su molte questioni delle vicende cittadine – hanno attinto dalla memoria per tratteggiare figure ormai venute meno, oltre che da uno studio negli archivi. Ed ecco nei loro racconti che la Nuoro oggi spopolata e con tante saracinesche abbassate soprattutto nel centro storico si rianima e prende vita. Citano le vie e i personaggi che hanno conosciuto fin da bambini: i carbonai, i maniscalchi e i falegnami, i barbieri e i ciabattini e ovviamente pastori.
Emerge una Nuoro popolare che anima sos zillerajos e sos iscopiles (dove si vendeva e si consumava il vino di proprietà), dove davanti ad un bicchiere di vino si eliminavano distinzioni di professioni e di censo. Quei luoghi dove lo stesso vate di Sardegna e avvocato Sebastiano Satta si addentrava per alimentare il suo celebre lirismo. Interessante anche l’interazione in una piazza vestita a festa con il pubblico che ha posto ai due esperti domande e stimolato nuove riflessioni.
Così Pau e Altea – entrambi accomunati dalla passione per la ricerca e gli approfondimenti su molte questioni delle vicende cittadine – hanno attinto dalla memoria per tratteggiare figure ormai venute meno, oltre che da uno studio negli archivi. Ed ecco nei loro racconti che la Nuoro oggi spopolata e con tante saracinesche abbassate soprattutto nel centro storico si rianima e prende vita. Citano le vie e i personaggi che hanno conosciuto fin da bambini: i carbonai, i maniscalchi e i falegnami, i barbieri e i ciabattini e ovviamente pastori.
Emerge una Nuoro popolare che anima sos zillerajos e sos iscopiles (dove si vendeva e si consumava il vino di proprietà), dove davanti ad un bicchiere di vino si eliminavano distinzioni di professioni e di censo. Quei luoghi dove lo stesso vate di Sardegna e avvocato Sebastiano Satta si addentrava per alimentare il suo celebre lirismo. Interessante anche l’interazione in una piazza vestita a festa con il pubblico che ha posto ai due esperti domande e stimolato nuove riflessioni.
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