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Nuoro

Nipote indagato per la morte dello zio

di Luca Urgu
Nipote indagato per la morte dello zio

Andrea Ventroni era deceduto all’ospedale di Olbia. La procura riapre il caso: potrebbe essere omicidio volontario

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BUDONI. Il caso per la morte avvenuta in casa di Andrea Ventroni, il pensionato di Taunanella, deceduto all’età di 73 anni all’ospedale di Olbia il 24 marzo del 2017 dopo i traumi conseguenti ad una rovinosa caduta domestica, era stato riaperto nelle scorse settimane dalla Procura di Nuoro. Per gli inquirenti non tutto era chiaro e per questo a distanza di tempo avevano deciso di approfondire l’attività di indagine. Nell’inchiesta per omicidio volontario inizialmente a carico di ignoti ora c’è un indagato: si tratta di Gianfranco Setzu, nipote dell’anziano.

Il suo nome è stato iscritto dal pm Giorgio Bocciarelli che vuole vedere chiaro su quella morte sospetta e capire se si è veramente trattato di un banale incidente domestico che poi ha avuto per l’uomo delle tragiche conseguenze o se – ipotesi decisamente più grave – quella caduta gli è stata cagionata da qualcuno che era in casa con lui quel giorno con un preciso movente.

Si saprà di più nelle prossime settimane quando verranno completati dagli esperti del Ris di Cagliari le analisi scientifiche sui campioni di sangue repertati nell’abitazione di via Ulisse a Tanaunella sui quali il pm aveva disposto degli accertamenti irripetibili. L’indagato è difeso dall’avvocato Gianluca Sannio secondo l’attività di indagine svolta dai carabinieri di Budoni sarebbe stato presente nell’abitazione al momento della rovinosa caduta dello zio poi deceduto all’ospedale di Olbia. Ora si vuole appurare se ci siano responsabilità da parte di Gianfranco Setzu nell’accaduto. Intanto il gip Claudio Cozzella ha fissato per l’11 dicembre un incidente probatorio funzionale a chiarire alcuni aspetti cruciali. In quella data nel corso di un’udienza fissata nel tribunale di Nuoro il giudice affiderà due distinti incarichi. Il primo ad un perito di sua fiducia che dovrà chiarire se le tracce ematiche isolate dagli esperti del Ris in quello stabile a distanza di quasi due anni da quell’incidente appartengano a una persona e un altro al medico legale Vindice Mingioni. L’anatomopatologo interverrà in un secondo momento quando si saprà con certezza la natura di quelle tracce di sangue e se davvero si dovesse trattare di sangue umano sarà incaricato dal giudice di riesumare la salma di Andrea Ventroni.

Con la fissazione dell’incidente probatorio ha subito un improvvisa accelerata l’inchiesta sulla morte di Andrea Ventroni, il 73enne della frazione di Budoni deceduto dopo una caduta all’inizio dell’estate dello scorso anno. A fine settembre il sopralluogo dei carabinieri del Ris di Cagliari non era passato inosservato casa di Tanaunella dei Ventroni–Setzu. Qui dopo un’intera mattinata trascorso a setacciare l’immobile hanno individuato alcune minuscole tracce ematiche. Forse proprio quello che cercavano per riaprire un caso da subito non proprio chiaro sia nella dinamica dell’incidente, ma ancora avvalorato da pochi riscontri oggettivi. Quel giorno le forze dell’ordine erano arrivate in forze per iniziare a procedere con gli accertamenti secondo un preciso mandato del sostituto della Procura di Nuoro che gli ordinava l’ispezione nell’abitazione.

Forse si saprà solo nei prossimi giorni se quel sopralluogo nello stabile dove ha trascorso gli ultimi dei suoi giorni anche Andrea Ventroni avrà dato i frutti sperati. Andrea Ventroni viene descritto come un uomo semplice e tranquillo che si dedicava al lavoro accudendo il bestiame nei terreni di famiglia. Un’attività instancabile portata avanti per una vita a pochi metri da uno splendido arenile che guarda l’isola di Tavolara.

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