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Nuoro

Bandi deserti, è polemica Saiu: «Un’altra sconfitta»

di Paolo Merlini
Bandi deserti, è polemica Saiu: «Un’altra sconfitta»

Il consigliere contesta le scelte politiche sulle gare per l’affidamento dei parchi Per Sedda Ortai e Sant’Onofrio chiesti 450mila euro e un impegno di 30 anni

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NUORO. Avrebbero dovuto risollevare le sorti di aree e strutture in abbandono, in particolare nell’Ortobene, e creare opportunità di lavoro. L’obiettivo era «restituire alla comunità beni di valore naturalistico e ricreativo. Non meno importante il fatto che questi siti verranno recuperati, dopo una stagione di abbandono da parte dell’ente comunale, ormai da un paio di decenni». Parole dell’ex assessore all’Ambiente Giuliano Sanna, un anno fa, durante la presentazione dei bandi per l’affidamento dei parchi e dei relativi servizi di Sedda Ortai, Sant’Onofrio e dei giardini cosiddetti Alzheimer, più lo storico bar in cima al monte Ortobene. Qualcosa però non ha funzionato, visto che al momento solo un appalto è andato a buon fine, quello dei giardini in via Trieste (per i prossimi 12 anni), mentre è in via di negoziazione l’affidamento per il bar sull’Ortobene, una struttura completamente da ristrutturare (il tetto è crollato da alcuni anni) e dunque di difficile collocazione. Sono andate deserte, invece, le gare bandite per i due parchi principali, e per ben due volte. Va ricordato che entrambi versano in condizioni di abbandono. Nei giorni scorsi è fallita anche la procedura negoziata: nessun imprenditore o società da costituirsi ha ritenuto vantaggiose le condizioni poste dal Comune.

Cos’è accaduto? «Un bando deserto è la conseguenza di scelte politiche sbagliate – dice il consigliere d’opposizione Pierluigi Saiu –. Di indirizzi errati e valutazioni non corrette. Intanto occorre rilevare che le condizioni che vengono richieste sono del tutto antieconomiche. L’amministrazione comunale deve tenere conto del giusto guadagno per chi sarà chiamato a gestire una struttura o uno spazio pubblico. Condizioni economiche proibitive possono produrre solo due effetti: il primo è che il bando (come in questo caso) vada deserto e la struttura o lo spazio pubblico rimangano vuoti; la seconda è che chi si avventurerà non potrà che andare incontro a problemi molto seri come inadempienze e contenziosi. Nelle valutazioni che devono essere fatte da parte dell’amministrazione deve esserci anche quella di favorire le attività economiche, lo sviluppo del territorio e l’iniziativa di chi ha buona volontà. Non il contrario. Un bando che va deserto ha poi un costo per l’ente, sia in termini di risorse economiche che professionali». Saiu sostiene di farsi portavoce di un malumore diffuso, e ricorda la protesta dell’associazione “Salvaguardia Monte Ortobene”, che nei mesi scorsi aveva proposto di gestire il parco ma a titolo gratuito, così da garantire un servizio alla città e tenere in buono stato l’ area.

Il sindaco Soddu invece vede il bicchiere mezzo pieno: «Per il bar del Monte c’è un’offerta e si sta procedendo con la gara, i giardini Alzheimer sono già stati aggiudicati. Sulle altre strutture stiamo riflettendo su quale misura adottare per cercare di valorizzare al meglio i siti, venendo incontro a chi vuole fare impresa e investire nella nostra città». Resta il fatto che nessuno se l’è sentita di accolarsi due strutture (Sedda Ortai e Sant’Onofrio) che prevedevano un canone non altissimo (15mila euro ciascuno l’anno) ma un impegno infinito: trent’anni. Per un totale dunque di 450mila euro. Un impegno non da poco e un progetto a lungo termine per un solido imprenditore, figuriamoci per una coop di disoccupati, ai quali presumibilmente il bando era rivolto. Dagli uffici del Comune fanno sapere che non si poteva fare altrimenti: al valore elevato dei due parchi non poteva corrispondere un canone inferiore, lo dicono le norme europee. E nei primi 12 anni i gestori avrebbero potuto scontare il canone grazie alle migliorie. Ma anche così nessuno ha trovato che ne valesse la pena.

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