Canne al vento, 45 anni di storia
di Alessandro Mele
Va in pensione e passa il testimone la fondatrice del ristorante ispirato al romanzo di Grazia Deledda
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NUORO. Piatti come la “pasta alla Canne al vento” mancheranno a molti in città e non solo da quando Genoveffa Piras, lodeina classe 1953 e nuorese d’adozione, storica titolare del ristorante dedicato al celebre romanzo della Deledda, ha deciso di andare in pensione. Una vita dedicata alla ristorazione che le ha consentito di diventare una vera e propria istituzione nel settore, lei e il suo “Canne al vento” sono divenuti nel tempo simboli della città. «Già dal 1970 cominciammo a lavorare nella ristorazione – racconta signora Genoveffa – allora ci si spostava un po’ dappertutto, anche in Costa Smeralda, ma è nel novembre 1973 che diamo il via al “Canne al vento” nei locali di viale Repubblica». Sul nome una scelta mirata e precisa: «Eravamo indecisi tra questo e L’edera (altro romanzo della Deledda, ndc) ma in ogni caso voleva essere un tributo alla scrittrice, dato che all’epoca, a Nuoro, pochi le davano l’importanza che meritava e anche oggi, al di là della retorica, nessuno la valorizza come si conviene».
Parlando del ristorante, la sua casa per decenni, non mancano riferimenti nostalgici verso il passato: «Abbiamo sempre privilegiato un menù legato al territorio con le specialità di stagione e questo ha costituito una carta vincente portandoci – racconta Genoveffa – un grande afflusso di clienti già dai tempi di viale Repubblica: un locale con soppalco non bastava a contenerli tutti». Nel novembre 2004 i trasferimenti nei nuovi locali di fronte alla chiesa di Beata Maria Gabriella: «Solo due giorni di chiusura per il trasloco dopodichè subito a lavorare. Non è cambiato niente dall’uno all’altro locale ed abbiamo mantenuto il nostro stile, aggiungendo la pizzeria e grazie a questo anche i più giovani si sono affacciati alla nostra realtà». Il locale di Genoveffa Piras in tutti questi anni ha accolto migliaia di clienti: «Ricordo i lavoratori di Ottana, i tanti rappresentanti che venivano quotidianamente a farci visita. Il nostro è sempre stato un locale per tutti, e tutti venivano a mangiare con abiti eleganti, una bella immagine». Tanti i clienti importanti, tra cui Francesco Cossiga. «Ma quello che mi è rimasto più impresso – racconta – è signor Silvio, un vecchietto di oltre 90 anni il cliente che qualsiasi cosa mangiasse pagava ogni giorno 10 mila lire e si addormentava sul tavolo. Un nuorese doc molto educato, il ristorante era casa sua».
Dopo una carriera lavorativa iniziata a 17 anni, la decisione di andare in pensione: «Ho lasciato il ristorante a una persona di fiducia anche se non sono contentissima di essere andata in pensione, avrei lavorato fino a 80 anni. Continuerò ad andare in campagna a raccogliere le cose genuine, peccato che quest'anno non ci fossero olive». Michele Crissantu, 44enne di Orgosolo è il nuovo proprietario, lavorava per Genoveffa da tanti anni: «Una nuova sfida – commenta lui –, è una grande responsabilità portare avanti il lavoro della signora, cambierò in positivo quello che è giusto innovando ma mantenendo la storicità del locale che comunque è importante. Altrimenti me ne sarei aperto uno mio».
Parlando del ristorante, la sua casa per decenni, non mancano riferimenti nostalgici verso il passato: «Abbiamo sempre privilegiato un menù legato al territorio con le specialità di stagione e questo ha costituito una carta vincente portandoci – racconta Genoveffa – un grande afflusso di clienti già dai tempi di viale Repubblica: un locale con soppalco non bastava a contenerli tutti». Nel novembre 2004 i trasferimenti nei nuovi locali di fronte alla chiesa di Beata Maria Gabriella: «Solo due giorni di chiusura per il trasloco dopodichè subito a lavorare. Non è cambiato niente dall’uno all’altro locale ed abbiamo mantenuto il nostro stile, aggiungendo la pizzeria e grazie a questo anche i più giovani si sono affacciati alla nostra realtà». Il locale di Genoveffa Piras in tutti questi anni ha accolto migliaia di clienti: «Ricordo i lavoratori di Ottana, i tanti rappresentanti che venivano quotidianamente a farci visita. Il nostro è sempre stato un locale per tutti, e tutti venivano a mangiare con abiti eleganti, una bella immagine». Tanti i clienti importanti, tra cui Francesco Cossiga. «Ma quello che mi è rimasto più impresso – racconta – è signor Silvio, un vecchietto di oltre 90 anni il cliente che qualsiasi cosa mangiasse pagava ogni giorno 10 mila lire e si addormentava sul tavolo. Un nuorese doc molto educato, il ristorante era casa sua».
Dopo una carriera lavorativa iniziata a 17 anni, la decisione di andare in pensione: «Ho lasciato il ristorante a una persona di fiducia anche se non sono contentissima di essere andata in pensione, avrei lavorato fino a 80 anni. Continuerò ad andare in campagna a raccogliere le cose genuine, peccato che quest'anno non ci fossero olive». Michele Crissantu, 44enne di Orgosolo è il nuovo proprietario, lavorava per Genoveffa da tanti anni: «Una nuova sfida – commenta lui –, è una grande responsabilità portare avanti il lavoro della signora, cambierò in positivo quello che è giusto innovando ma mantenendo la storicità del locale che comunque è importante. Altrimenti me ne sarei aperto uno mio».
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