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Esplode un ordigno, un uomo ferito ma è un’esercitazione antincendio

Esplode un ordigno, un uomo ferito ma è un’esercitazione antincendio

ARBATAX. Coordinata dal comandante del porto e dell’Ufficio circondariale marittimo di Arbatax, tenente di vascello Alex Giursi, ieri mattina lo scalo è stato teatro di una complessa esercitazione...

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ARBATAX. Coordinata dal comandante del porto e dell’Ufficio circondariale marittimo di Arbatax, tenente di vascello Alex Giursi, ieri mattina lo scalo è stato teatro di una complessa esercitazione combinata security, antincendio, antinquinamento. Oltre agli uomini del Circomare Arbatax, sono stati impegnate le forze dell’ordine e i servizi portuali. Lo scenario ipotizzato è stato quello di una minaccia bomba, tramite telefonata anonima, da parte di esponenti dei gruppi terroristici di matrice arabo islamica, a cui è seguito il rinvenimento, da parte del personale di guardia nel cantiere operativo della Saipem, di un Ied (Improvised explosive device). Come ha spiegato il comandante Giursi, alla ricezione della segnalazione, la sala operativa del Circomare ha dato esecuzione a tutte le misure previste dalle pianificazioni di sicurezza ed emergenziali, attivando la polizia, i carabinieri, i vigili del fuoco e il 118. In via precauzionale è stata disormeggiata, dai servizi portuali, un’unità da pesca presente in banchina, che ha simulato una nave mercantile. «La Ps e i carabinieri - ha proseguito, nello spiegare l’esercitazione, il tenente di vascello Giursi – sono prontamente intervenuti a garantire un cordone di sicurezza intorno alla zona calda, in attesa dell’arrivo degli artificieri. Poco dopo, l’ordigno programmato con timer, è esploso ferendo un operatore del cantiere e sviluppando un incendio con conseguente sversamento a mare di materiale inquinante». Sono intervenuti per lo spegnimento i pompieri e il rimorchiatore portuale con i suoi cannoncini antincendio mentre il battello disinquinante Castalia ha poi provveduto al recupero dei materiali inquinanti «L’addestramento – ha detto ancora il comandante – ha avuto il principale obiettivo di testare le comunicazioni e il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti e di verificare l’efficacia delle misure adottate, per contrastare la minaccia terroristica e quella derivante dal rischio di incendio e di inquinamento in ambito portuale. Attività indispensabili per garantire allo scalo gli standard di sicurezza e di qualità previsti dalle normative nazionali e comunitarie». (l.cu.)

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