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Nuoro

Neurologa davanti ai giudici per mobbing

Neurologa davanti ai giudici per mobbing

Udienza aperta con le eccezioni sollevate dalla difesa: «Il pm non poteva esercitare l’azione penale»

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NUORO. Si è aperto davanti al tribunale in seduta collegiale il processo a carico di Anna Filomena Ticca, medico neurologo dell’ospedale San Francesco accusata di mobbing e abuso d’ufficio ai danni del collega Gavino Pittalis che si è costituito parte civile con l’avvocato Diego Mastromarino, del foro di Cagliari. Ieri mattina il legale della difesa, l’avvocato Pietro Sanna, ha sollevato alcune eccezioni ritenendo che il pm, dopo il provvedimento di archiviazione emesso a norma di articoli precedenti, avesse riaperto le indagini senza che il giudice lo autorizzasse con decreto motivato. Secondo l’avvocato Sanna, infatti, il pubblico ministero non poteva esercitare l’azione penale in quanto aveva perso, in ordine a quel determinato fatto-reato contro ignoti e poi archiviato, il diritto di adottare ulteriori opzioni, a meno che non avesse chiesto e ottenuto il decreto di riapertura delle indagini, dal quale sarebbe dovuta seguire una nuova iscrizione nel registro delle notizie di reato. Il pm Manuela Porcu ha però replicato rimarcando che il reato per cui si sta procedendo è diverso da quello archiviato. «Nel marzo 2017 – ha sottolineato la pubblica accusa – è arrivata in procura una segnalazione dell’ufficio Spresal (Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) su verifiche fatte su segnalazione del Pittalis. Relazione che dava esito negativo. Il 13 marzo dello stesso anno – ha aggiunto il pm – appena 10 giorni dopo la procura aveva disposto l’archiviazione perché non erano emerse violazioni in materia di sicurezza per i lavoratori. Il procedimento per cui ci troviamo qui oggi, però, è diverso e ha seguito un iter lineare senza essere inficiato da successive indagini. I fatti contestati dall’accusa vanno dal 2009 al 2016: Anna Ticca era diventata primario del reparto di Neurologia e da allora aveva iniziato ad assumere atteggiamenti persecutori nei confronti del medico dirigente dello stesso reparto, Gavino Pittalis. Stando al decreto che ne ha disposto il giudizio, la Ticca avrebbe sottoposto Pittalis «a reiterate e continue violenze morali e psicologiche, costringendolo di fatto a vivere in un clima di sofferenza». Prossima udienza il 21 dicembre. (k.s.)

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