L’audio virale? Una cosa tra amici
Era destinata a una chat privata la testimonianza dell’infermiera che ribalta la denuncia di Mara Lapia
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Doveva essere uno sfogo in una chat per pochi amici, un modo per renderli partecipi del suo punto di vista su una vicenda che, di lì a qualche ora, avrebbe catalizzato l’interesse dei media nazionali. Invece qualcuno del gruppo di whatsapp ha deciso di farlo girare, e quell’audio è diventato virale, è passato di telefonino in telefonino ed è stato condiviso migliaia di volte. Quante? Non ci sono dati precisi, ma sicuramente lo hanno ascoltato più di centomila persone, se si sommano anche tutti coloro che lo hanno ascoltato nei siti d’informazione che lo hanno pubblicato benché fosse sostanzialmente anonimo.
È la versione dei fatti, riferita da persone del suo entourage, dell’infermiera quarantenne dell’Assl di Nuoro che sabato ha assistito, nei parcheggi della Lidl in via Don Bosco, all’aggressione della deputata cinquestelle Mara Lapia. Nell’audio l’infermiera, diventata ora una testimone di un caso che approderà quasi certamente nelle aule di giustizia, esprimeva dubbi sulla veridicità di quanto emerso in un primo momento, sostenendo in sostanza che la parlamentare aveva denunciato un’aggressione che non era avvenuta, o che comunque era stata soprattutto verbale e non fisica.
È andata davvero così? Quello che doveva essere uno sfogo tra amici è scappato al controllo ed è diventato virale in tutta Italia? È questa la tesi che sostengono le persone vicine all’infermiera, la quale in questi giorni si è chiusa in un riserbo totale, e dopo l’esperienza ha sospeso ogni rapporto con il mondo virtuale, a cominciare dalla sua pagina Facebook che è stata oscurata. Una decisione dettata dal desiderio di privacy, dunque, dopo un’esposizione mediatica a suo dire non richiesta (anche se dalla registrazione sembrerebbe il contrario), ma probabilmente suggerita anche da un legale, visto che – ricostruzione dei fatti a parte – nell’audio vengono espressi giudizi molto severi sulla deputata cinquestelle.
Intanto su siti e giornali si susseguono scoop, talvolta più presunti che veri, su quanto è accaduto sabato mattina alla Lidl alla deputata. Ieri il Corriere della Sera riferiva che cinque testimoni smentivano la versione della deputata a partire dalla discussione alla cassa del supermercato con due commesse e, successivamente, con il presunto aggressore. Versione che sarebbe avvalorata dai filmati di sorveglianza. Ma il giorno prima il Fatto Quotidiano sosteneva che da quegli stessi filmati fosse chiaro che una “manata” avesse raggiunto la deputata. Di sicuro a questo punto ci sono i 30 giorni di cure per la costola incrinata diagnosticata a Mara Lapia, che certo non se l’è procurata da sola.(p.me.)
È la versione dei fatti, riferita da persone del suo entourage, dell’infermiera quarantenne dell’Assl di Nuoro che sabato ha assistito, nei parcheggi della Lidl in via Don Bosco, all’aggressione della deputata cinquestelle Mara Lapia. Nell’audio l’infermiera, diventata ora una testimone di un caso che approderà quasi certamente nelle aule di giustizia, esprimeva dubbi sulla veridicità di quanto emerso in un primo momento, sostenendo in sostanza che la parlamentare aveva denunciato un’aggressione che non era avvenuta, o che comunque era stata soprattutto verbale e non fisica.
È andata davvero così? Quello che doveva essere uno sfogo tra amici è scappato al controllo ed è diventato virale in tutta Italia? È questa la tesi che sostengono le persone vicine all’infermiera, la quale in questi giorni si è chiusa in un riserbo totale, e dopo l’esperienza ha sospeso ogni rapporto con il mondo virtuale, a cominciare dalla sua pagina Facebook che è stata oscurata. Una decisione dettata dal desiderio di privacy, dunque, dopo un’esposizione mediatica a suo dire non richiesta (anche se dalla registrazione sembrerebbe il contrario), ma probabilmente suggerita anche da un legale, visto che – ricostruzione dei fatti a parte – nell’audio vengono espressi giudizi molto severi sulla deputata cinquestelle.
Intanto su siti e giornali si susseguono scoop, talvolta più presunti che veri, su quanto è accaduto sabato mattina alla Lidl alla deputata. Ieri il Corriere della Sera riferiva che cinque testimoni smentivano la versione della deputata a partire dalla discussione alla cassa del supermercato con due commesse e, successivamente, con il presunto aggressore. Versione che sarebbe avvalorata dai filmati di sorveglianza. Ma il giorno prima il Fatto Quotidiano sosteneva che da quegli stessi filmati fosse chiaro che una “manata” avesse raggiunto la deputata. Di sicuro a questo punto ci sono i 30 giorni di cure per la costola incrinata diagnosticata a Mara Lapia, che certo non se l’è procurata da sola.(p.me.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google