Latte, 25 pastori sotto accusa: la giudice di Nuoro archivia il procedimento

La protesta dei pastori, immagine di repertorio

Al vaglio la manifestazione tenuta a Lula il 13 febbraio 2019: secondo la gip lo sversamento del prodotto non è stato un imbrattamento e ognuno dei manifestanti ha buttato in strada la produzione propria

NUORO. È stato archiviato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nuoro il procedimento penale a carico di 25 indagati per la protesta a Lula lo scorso 13 febbraio nell'ambito della vertenza sul prezzo del latte da parte dei pastori sardi. Martedì scorso, 17 settembre, la pm Ilaria Bradamante aveva avanzato la richiesta di archiviazione che è stata accolta dal gip che ha accolto le argomentazioni della procura

Secondo la pm, infatti, «non sussiste violenza privata poiché il conducente del camion faceva salire i manifestanti ad ispezionare il veicolo di propria volontà; non vi è stato sversamento dei prodotti trasportati, poiché i manifestanti hanno rovesciato bidoni del latte da loro stessi portati sul luogo, e che pertanto non vi è stato danneggiamento del carico del furgone e del relativo carico; lo sversamento del latte non può integrare il reato di imbrattamento». Per alcuni di essi, inoltre, «non è emersa alcuna specifica condotta penalmente rilevante ascrivibile agli indagati».

Soddisfatti gli avvocati Giulia Lai, Marcella Cabras, Adriano Sollai e Michele Zuddas, che hanno ribadito a più riprese che «la manifestazione si svolse pacificamente e che ogni condotta rientrava nel diritto di ogni individuo di manifestare pacificamente il proprio dissenso». L'associazione Libertade, che sta seguendo da vicino queste vicende giudiziarie, ribadisce che «in uno stato di diritto, ogni individuo è dotato di libertà fondamentali, tra le quali vi è quella di poter manifestare pacificamente e riunirsi liberamente nei luoghi pubblici». «Ricordiamo - prosegue - che per gli stessi fatti un comune cittadino, partecipante alla protesta, era stato raggiunto da un provvedimento di ritiro delle armi avverso il quale pende ancora un ricorso gerarchico presso il ministero dell'interno e che trentotto persone risultavano indagate per diversi reati tra cui violenza privata, imbrattamento, danneggiamento, manifestazione non autorizzata e soprattutto per il reato di blocco stradale».(Ansa)

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