Destra, Pd e M5s bocciano i conti della giunta Soddu
di Francesco Pirisi
Dodici consiglieri della minoranza attaccano la gestione finanziaria dell’ente Tra loro l’ex consigliere di maggioranza Paolo Manca, ora all’opposizione
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NUORO. I gruppi di minoranza nel Comune fanno il processo alla giunta guidata da Andrea Soddu. L’imputazione è prima di tutto l’irregolare tenuta dei bilanci, che a loro dire in un futuro prossimo sarà oggetto di nuove attenzioni da parte della magistratura contabile. La denuncia politica è portata avanti dalla capogruppo del Psd’Az, Claudia Camarda (anche a nome di Viviana Brau e Graziano Siotto), da Peppe Montesu (Nuova Nuoro), dalla pentastellata Mara Sanna, dal consigliere di Uniti per Nuoro, Paolo Fadda. Insieme, anche Sandro Bianchi e Nicola Porcu, che intervengono a nome del gruppo consiliare del Pd, di cui fanno parte oggi anche Fabrizio Satta e Franca Rosa Contu, quest’ultima subentrata da pochi giorni al dimissionario Tore Sulas. Gli altri due esponenti delle minoranze, Gian Piero Gusai e Basilio Brodu, delegano al gruppo, e condividono l’azione. Non formalmente tra i banchi di opposizione, ma unito nella denuncia, il consigliere Paolo Manca, ormai ex della maggioranza: «Sono qui come consigliere comunale e componente della commissione bilancio, perché anch’io ho molti dubbi sulla gestione finanziaria dell’ente municipale. E questo anche perché non ho avuto le carte che avrebbero potuto fare chiarezza su alcuni punti».
L’atto di accusa dei 12 consiglieri ha come argomento il bilancio consuntivo 2018 approvato lunedì scorso, in una seduta dove al momento della discussione è mancata la minoranza, che ha lasciato l’aula in polemica col sindaco e la sua coalizione. Conto finale al quale il consigliere di Nuova Nuoro ha contrapposto un documento che ne vuole inficiare la validità. Contestate le poste della cassa, delle somme per liti e contenziosi, il metodo di utilizzo del fondo di riserva. Ma soprattutto passati al setaccio i residui attivi e passivi, che in termini più semplici sono i crediti e i debiti del comune. La linea rossa, a sentire Montesu, è quella dei crediti: «Non è possibile che dal 2017 al 2018 siano saliti da 32 a 76 milioni, in contrasto con la norma che chiede agli enti locali di eliminarli del tutto». Altra cosa, evidenziata nella relazione di Montesu, il proliferare delle cosiddette insussistenze, ossia somme che erano l’anno prima iscritte come crediti, e poi c’è stata la cancellazione: «Non comprendiamo i motivi per cui nell’ultimo rendiconto sono stati stralciati 3 milioni di tasse per la casa, oltre 2 milioni e mezzo di ruoli restituiti a Equitalia. senza essere stati incassati. Ma la cancellazione riguarda anche 850mila euro dovuti da Abbanoa, come corrispettivo della cessione del sistema delle reti urbane. Mentre l’azione di recupero è stata energica nei confronti dei cittadini comuni, per così dire, a una trentina dei quali è stato bloccato il conto corrente bancario». Argomento diffuso, questo delle “insussistenze”, tra chi contesta metodi e percorsi del governo Soddu.
Specifico l’episodio che alla vertenza politica porta Paolo Manca: «Ogni cancellazione di un credito deve essere accompagnata dalla nota di spiegazione del dirigente del settore. Ho chiesto spiegazioni al segretario generale e mi ha messo per iscritto che non ci sono dichiarazioni in proposito». Le minoranze avevano preparato l’offensiva da scatenare lunedì scorso in consiglio. Il confronto è però saltato. Il presidente Fabrizio Beccu ha aperto subito, in primo appello, alle 8. La minoranza era ancora in fase di avvicinamento al municipio, forse nella convinzione che sarebbe stato valido il secondo, quello delle nove.
Ieri un fuoco di fila di contestazioni. Camarda: «Io la definirei un’imboscata. Non avendo contenuti e argomenti, hanno pensato bene di evitare il confronto». Stesse considerazioni da parte di Mara Sanna e Paolo Fadda, che ha parlato di un comportamento «poco civico e democratico». Il Pd, prima con Nicola Porcu e poi con l’ex sindaco Bianchi, sulla surroga di Sulas con Franca Rosa Contu: «Hanno proceduto senza aspettare che la neo-consigliera arrivasse in aula, perché avevano necessità di ristabilire “il plenum” dell’assemblea, e aprire subito la seduta. Uno sgarbo istituzionale».
L’atto di accusa dei 12 consiglieri ha come argomento il bilancio consuntivo 2018 approvato lunedì scorso, in una seduta dove al momento della discussione è mancata la minoranza, che ha lasciato l’aula in polemica col sindaco e la sua coalizione. Conto finale al quale il consigliere di Nuova Nuoro ha contrapposto un documento che ne vuole inficiare la validità. Contestate le poste della cassa, delle somme per liti e contenziosi, il metodo di utilizzo del fondo di riserva. Ma soprattutto passati al setaccio i residui attivi e passivi, che in termini più semplici sono i crediti e i debiti del comune. La linea rossa, a sentire Montesu, è quella dei crediti: «Non è possibile che dal 2017 al 2018 siano saliti da 32 a 76 milioni, in contrasto con la norma che chiede agli enti locali di eliminarli del tutto». Altra cosa, evidenziata nella relazione di Montesu, il proliferare delle cosiddette insussistenze, ossia somme che erano l’anno prima iscritte come crediti, e poi c’è stata la cancellazione: «Non comprendiamo i motivi per cui nell’ultimo rendiconto sono stati stralciati 3 milioni di tasse per la casa, oltre 2 milioni e mezzo di ruoli restituiti a Equitalia. senza essere stati incassati. Ma la cancellazione riguarda anche 850mila euro dovuti da Abbanoa, come corrispettivo della cessione del sistema delle reti urbane. Mentre l’azione di recupero è stata energica nei confronti dei cittadini comuni, per così dire, a una trentina dei quali è stato bloccato il conto corrente bancario». Argomento diffuso, questo delle “insussistenze”, tra chi contesta metodi e percorsi del governo Soddu.
Specifico l’episodio che alla vertenza politica porta Paolo Manca: «Ogni cancellazione di un credito deve essere accompagnata dalla nota di spiegazione del dirigente del settore. Ho chiesto spiegazioni al segretario generale e mi ha messo per iscritto che non ci sono dichiarazioni in proposito». Le minoranze avevano preparato l’offensiva da scatenare lunedì scorso in consiglio. Il confronto è però saltato. Il presidente Fabrizio Beccu ha aperto subito, in primo appello, alle 8. La minoranza era ancora in fase di avvicinamento al municipio, forse nella convinzione che sarebbe stato valido il secondo, quello delle nove.
Ieri un fuoco di fila di contestazioni. Camarda: «Io la definirei un’imboscata. Non avendo contenuti e argomenti, hanno pensato bene di evitare il confronto». Stesse considerazioni da parte di Mara Sanna e Paolo Fadda, che ha parlato di un comportamento «poco civico e democratico». Il Pd, prima con Nicola Porcu e poi con l’ex sindaco Bianchi, sulla surroga di Sulas con Franca Rosa Contu: «Hanno proceduto senza aspettare che la neo-consigliera arrivasse in aula, perché avevano necessità di ristabilire “il plenum” dell’assemblea, e aprire subito la seduta. Uno sgarbo istituzionale».
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