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Escursionisti del Cai alla scoperta del Supramonte

Escursionisti del Cai alla scoperta del Supramonte

NUORO. Settanta escursioni del Cai alla scoperta delle storie del Supramonte. L’avventura è partita da piazza Don Muntoni, cuore di Orgosolo da dove parte la fila che attraversando lanfiteatro...

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NUORO. Settanta escursioni del Cai alla scoperta delle storie del Supramonte. L’avventura è partita da piazza Don Muntoni, cuore di Orgosolo da dove parte la fila che attraversando lanfiteatro naturale di Sorasi e il gretto pietroso di Orgoai si tuffa in luoghi che narrano storie.

Da Hovaddares, il vasto impianto boschivo della Marsilva e il tentativo della grande rinascita comunitaria del paese attraverso il sistema del cooperativismo.

Da “Sos de Urzullè”, con l’epopea tragica di Giovanni Corbeddu, bandito gentiluomo (narrano le cronache dell’800) gli escursioni proseguono ancora su, senza fiato verso Sos Lollois, Su Nolis, Sos Settiles, fino a quel sentiero con la polvera nera dell’antico “ishala e vortas”.

È la mulattiera dei carbonai, sopra la piazzola ancora integra e annerita, dal taglio selvaggio di foreste incontaminate. Ecco poi la piana di Ala Sennora e S’Arenargiu: spazi immensi del Supramonte e della Barbagia, dal Gennargentu a Gonare, all’Ortobene fino ai contrafforti della Catena del Marghine. Un ultimo sforzo verso Punta Solitta, perché solitaria nella vasta immensità che dietro di lei sembra celarsi. Lo sguardo dei settanta escursionisti si volta a Donianigoro e verso Su Siellone.

Le creste di Urzulei, di Campu Su Mudelhu e del Flumineddu, laggiù come barriera, dividono o forse uniscono storie diverse e altre comuni.

Il rientro assume i contorni delle riflessioni pacate, dell’essere soddisfatti di cultura, paesaggi, aria pulita e comunitari nel variegato e sentito mondo Cai-Nuoro.

E la forza espressiva di linguaggio e di gesti generosi di Pasquale Muscau, Dandana (Andreana), Giovanna Cossu, Maura, Teresa, Antonia, Lisa, Antonello, Antonio Sanna, Sebastiano Podda, Maria Pina. Grazie a loro il tutto, in una domenica di inizio ottobre, è stato reso possibile.

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